La riparazione dei danni bellici dei monumenti a Messina ad opera del Genio Civile

di Enzo Caruso

Il tremendo bombardamento aereo anglo-americano del ’43 non risparmiò naturalmente né gli edifici pubbilci, né i principali monumenti messinesi. Il Duomo, dopo i lunghi lavori di restauro e di ricotruzione dei danni del terremoto del 1908, fu tra gli obiettivi più colpiti e ridotto per l’ennesima volta in macerie.
La nuova ricostruzione della città fu lunga e faticosa, ma comportò nell’immediato dopoguerra una notevole fonte di occupazione per decine di ditte, di professionisti (ingegneri, geometri e architetti) e di operai che vennero impiegati per censire i danni, stimare e mettere in atto i restauri e i rifacimenti di centinaia di edifici pubblici e privati.
Protagonista assoluto della ricostruzione di Messina fu il Genio Civile che negli anni ‘50, tra i monumenti, le scuole, le chiese e i palazzi della pubblica amministrazione, si occupò anche del restauro della stele votiva della Madonnina del Porto, della Quadriga posta sulla terrazza del Tribunale e della fontana del Nettuno.

La Stele della Madonnina
Sotto la pioggia infernale delle bombe, che ridusse Messina a “città martire e dolente”, la colonna votiva della Madonnina dl Porto eretta nel 1934 sul Bastione S. Salvatore, subì notevoli danni. Si rese necessario ed urgente provvedere al restauro del capitello della stele alta 35 metri, alle rappezzature del manto della Madonna, alla riparazione e rifusione del braccio sinistro della grande statua in bronzo alta dieci metri, alla collocazione sulla testa della corona regale in bronzo donata dall’Arsenale Militare di Messina ed infine al ripristino dell’illuminazione che, relativamente all’aureola, fu realizzata con doppio cerchio al neon. Con uno “speciale” sistema di riflettori collocati alla base, si provvide poi ad illuminare tutta la stele. Per realizzare i lavori si rese necessario un ponteggio ad elementi tubolari capace di circondare tutta la colonna votiva fin dalla base, che raggiunse un’altezza di cinquanta metri.
Malgrado le molte difficoltà, causate dal forte vento, il lavoro di restauro fu portato a compimento grazie alla competenza e alla “baldanza” degli operai che vollero dedicare il oro impegno alla Patrona della Città.
Il 16 settembre 1954 i messinesi si riversarono sulle banchine della Passeggiata a Mare, per assistere all’incoronazione e alla benedizione impartita dal Cardinale Ruffini, alla presenza di moltissimi Vescovi della Sicilia e di tutte le Autorità civili e militari.

La Quadriga del Tribunale
Il monumentale Palazzo di Giustizia, fu integralmente riparato nella sua parte architettonica dai notevoli danni che anch’esso subì; la ricostruzione della Quadriga, opera dello scultore Ercole Drei , fu affidata alle Fonderie Artistiche di Bruno Bearzi di Firenze che, avvalendosi dello stampo originale, fuso a suo tempo nelle stesse fonderie, la rifecero in alluminio al silicio, con speciale patinatura per preservarla dagli agenti atmosferici e con una spesa di 8.000.000 di lire.

Il Nettuno
Stessa attenzione per il Nettuno del Montorsoli. Riparato in linea provvisoria nel 1951 in occasione del Ferragosto Messinese, con adattamenti in gesso nelle parti danneggiate, su incarico del Genio Civile, nel primo semestre del 1952, lo scultore Antonio Bonfiglio rifece le ante laterali della vasca, il braccio del dio Nettuno e altri pezzi danneggiati dalle schegge delle bombe.

Questo slideshow richiede JavaScript.

1 commenti

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.