La Russia e Messina nella storia

di Alessandro Fumia

I Bizantini sconfiggono gli Arabi in Sicilia – Madrid Skylitzes, Biblioteca Nacional de España

Le prime tracce storiche per determinare un’antica presenza di popolazioni russe nel distretto di Messina in pieno Medioevo, permettono di osservare l’origine di una frequentazione fra l’etnia Russo-slava e la Sicilia. Frequentazione che in antico, ha avuto un comun denominatore, in rapporto alla contrapposizione fra cristiani e musulmani. La prima presenza avviene con gli avvenimenti dell’assedio della città di Rometta nel 964 d.C., quando sotto il comando del generale Emanuele, si ritrovano truppe da sbarco Russe, Armene e Persiane del cosiddetto tema d’Armenia (mercenari) nel distretto del Val Demone. Da Messina queste truppe si diressero verso Rometta, attraverso l’antico tracciato dei monti Peloritani aggirando la cima di Ndinnamare. Dopo la cruenta battaglia di Rometta, che vide vittoriose le forze arabe sui cristiani, diverse centinaia di soldati Rus furono fatti schiavi e condotti nella capitale kalbita di Palermo. Il resto delle truppe bizantine disperse nei valloni prossimi al centro della battaglia, si ricompattò a Messina, presso uno dei suoi fondaci, dove insistevano popolazioni cristiane. Segnalati nelle cronache di alcuni annalisti arabi, sono nominati come Dsimmi di Messina cioè, i cristiani vinti dalle armate arabe, e che verosimilmente accoglievano presenze di profughi russi dispersi dopo la carneficina di Rometta quindi, cristiani che dovevano pagare il tributo all’emiro di Messina.

Georgios Maniakes – Madrid Skylitzes, Biblioteca Nacional de España

Un’altra presenza di numerose forze slavo-armene, furono segnalate in rapporto all’invasione di truppe bizantine nella spedizione di Giorgio Maniace (1038-1042). Una brigata di soldatesche normanne (Varego-Slovacca) ovvero, i novelli popoli russi, al seguito degli eserciti di Bisanzio, mettono piede in Sicilia, durante la spedizione militare del 1038, alla cui testa si pose il grande generale Giorgio Maniace. Fra le soldatesche di questo impavido servitore dei sovrani Bizantini, spicca la figura di un grande condottiero Normanno, l’eroe Arald Haardraade, così come suggerisce il soprannome l’incendiario. Sta di fatto che, quando l’azione di penetrazione delle armate cristiane perde consistenza, e fu annullata dagli eserciti Arabo-Siciliani la sua efficacia, durante la ritirata, si concentrerà attestandosi nell’isola, sul distretto di Messina una compagine di soldatesca mercenaria, accompagnata dai vassalli cristiani di Sicilia i cosiddetti Dsimmi. Inoltre, la guarnigione di Messina già dalla prima ora 1038, attestata e difesa come caposaldo importante sul mare, era stata equipaggiata da un nutrito corpo di guardia, arroccato al di qua del Portalegni sulla riva meridionale fino sotto il colle Tirone. Dove un tempo esisteva il quartiere dei Gentirmeni ossia, composto da una mischia cristiana di etnie diverse che si riconducevano a profughi del Medio Oriente e del Bruzio, qui giunti durante l’impresa del 911 d.C. cercata dall’imperatore Basilio II, portando un gran numero di profughi “ilg” su Messina per strapparla agli Arabi. Attraverso l’impresa del protospatario Arold, il Severo soprannominato l’incendiario, si coglie una nutrita presenza di popolazioni russe presenti a Messina, sia durante la frequentazione delle truppe bizantine sotto il comando del Maniace, sia dopo gli effetti della strepitosa impresa del condottiero Variago, che sbaraglierà le truppe arabo-siciliane dell’emiro Hasan as-Samsam ibn Yusuf, fino alla riconquista della Città dello Stretto nel maggio dell’anno 1057.

La commistione armeno-russa, fu rilanciata, dall’antico codice di Nestor, studiato a sua volta, da uno dei più illustri intellettuali russi, Nicholas Yakovlevich Marr di origini georgiane. Fu proprio il Marr a individuare un comune denominatore fra le comunità cristiane associate all’origine del popolo di Kiev, e quelle degli antichi armeni convertitisi al cristianesimo. Simile conversione peraltro, avviene nello stesso periodo storico, così come segnalato in parte dalla Cronaca del monaco Nestor redatta a cavallo fra l’undicesimo e il dodicesimo secolo; il quale ebbe il modo di recuperare il contenuto di antichi codici provenienti dai monasteri ortodossi di quelle regioni.

Marr su un francobollo armeno del 2014

Il Marr osservò una similitudine che sindacava sulle comuni origini delle due etnie russo-armene, legate al comune ricordo di una discendenza di genti Poliane ricondotta ai progenitori dei fratelli Kij, Schek e Horiv, unitamente alla loro sorella Lebed; i quali, vivendo ciascuno su una propria collina, edificarono una roccaforte sulla collina del primogenito imponendogli il nome di Kiev. Sì ché, le ondate di guerrieri provenienti da queste regioni, portati dagli imperatori bizantini in Sicilia fra il X, e l’XI secolo, nel territorio del Val Demone, permetterà alle stesse presenze etniche di prendere animo, fra le popolazioni cristiane della regione, più volte concentratesi nel capoluogo di Messina. La prima presenza slava di queste popolazioni, ha origine dall’impresa del variago Aroldo Ardrada, e negli anni d’interregno, trascorsi dal 1042 alla nuova caduta di Messina 1057, per il quale motivo si può ipotizzare, una più omogenea presenza di queste popolazioni, segnalate come Gentirmeni associati al loro tempio messinese di santa Maria del Popolo. Un titolo Mariano in vero, celebre nelle comunità armene cristianizzate, e persino nella prima città russa di Novgorod.

Un altro incontro fra i Russi e Messina, se pur in modo occasionale e indiretto, lo troviamo nelle imprese di un legato pontificio, di stanza in Polonia, da dove si diresse presso il territorio del gran Duca di Russia Daniele Romanovicius per incoronarlo con il titolo di Rex. Le memorie di Opizone abbate di Messina, che altri autori segnalano come Opisso, mostrano il ruolo di questo siciliano, inviato di Papa Innocenzo IV per portare la Russia fra la nazioni cattoliche abbandonando l’ortodossia. Cosa che in un primo momento ebbe successo 1253, quando dopo un lungo corteggiamento del legato di Messina al futuro Zar, fu portata in porto l’incoronazione avvenuta a Droguitchin. Per un breve periodo storico, conclusosi appena quattro anni dopo 1257, quando la Russia era divenuta un regno sottomesso ai Principi di Roma.

Caterina II di Russia (1729-1796)

Da fonti d’epoca, si segnalava il 17 di Settembre 1788 che presso la piazza forte di Messina, in accordo con il sovrano delle Due Sicilie, si ottenevano positivi riscontri di considerabili rimesse di denaro, fatte in codesta Piazza per ordine della Corte di Pietroburgo a suoi Commissari, per grosse provviste alimentari e belliche. Questi movimenti in realtà erano stati preceduti da altri fatti. Il 14 aprile dello stesso anno il cavalier Psaro di origini balcaniche era stato indirizzato come brigadiere della flotta, di sua Maestà l’Imperatrice Caterina a Messina, destinatovi in qualità di commissario generale, di tutte le provvigioni alimentari e belliche che potessero servire al bisogno della flotta russa, in movimento nel Mediterraneo dirigendosi in Levante.

Carlotta di Prussia (1798-1860)

Il 12 maggio 1846 giungono a Messina passando da Palermo, l’Imperatrice di tutte le Russie e la Granduchessa Olga sua figlia, insieme con altre aristocratiche figure. Il 13 maggio questa comitiva partì da Messina diretta a Siracusa, mentre il giorno appresso, da Siracusa ritorna a Messina dimorandovi tre giorni. Una notizia spicciola, ci mette nelle condizioni di osservare un piccolo spaccato, per comprendere come la piazza di Messina fosse in grado di interfacciarsi con quella di Pietroburgo. Lo scambio di notizie, di denaro, di titoli e di commesse, sembra un fatto assodato. I movimenti commerciali intercorsi da Messina per i porti del mar Baltico e del mar Nero, erano cospicui e numerosi. Gli scambi commerciali fra il porto di Messina e i lands di Russia furono già operativi dal 1783. Non a caso, la Città dello Stretto, divenne la base principale per lo stoccaggio di attrezzature militari e commerciali, a sostegno della flotta dell’impero Russo nel 1788. Attività partecipate e remunerative, quelle costruite fra le piazze maggiori della Russia e la città di Messina, primo porto commerciale del regno delle due Sicilie, e importante porto nazionale ancora durante il regno d’Italia. Non a caso, ritroviamo operativo in loco l’agente russo Baronowsky nel 1871 coadiuvato dai suoi figli.

  • L’immagine di copertina rappresenta “L’assedio di Messina del 1040” – Tratto da Madrid Skylitzes, Biblioteca Nacional de España

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