La seconda nave più longeva del mondo, detentrice del Nastro Azzurro nel 1875, concluse la sua vita a Messina nel 1950

di Attilio Borda Bossana

Il libro di Deniz Eser Tutel dedicato alla nave Gulgemal

Con i suoi 75 anni di attività fu la seconda nave più longeva del mondo; la Gülcemal, dell’armatore Turkiye Seyrisefain Idaresi di Costantinopoli, era l’ex transatlantico della White Star varato nel 1874, con il nome Germanic poi mutato in Ottawa fino al 1911. Nel 1950, con il suo carico di storia e vicende umane, fu rimorchiata in Italia e destinata al cantiere di demolizione di Messina, esibendo ancora la striscia dorata lungo le fiancate del suo scafo. A comandarla era stato anche il capitano Johm Edward Smith, che prima del pensionamento aveva comandato il Titanic nella sua tragica traversata. Ma l’aspetto più leggendario di questa nave smantellata a Messina nella generale disattenzione, è legato al periodo che dal 1911 la vide navigare per l’Impero ottomano, che la trasferì a Istambul con il nome di Gulcemal, divenendo la prima nave mercantile con bandiera turca a raggiungere l’America e divenendo una protagonista nella storia del trasporto civile turco, tanto che nel 2000 le poste della Turchia le dedicarono un francobollo in una serie di quattro navi che avevano fatto la storia marittima del Paese.
La Germanic, come la sua gemella Britannic, era una nave da crociera a vapore, costruita a Belfast dalla società Harland e Wolff per 200 mila sterline; considerata una meraviglia della tecnologia del suo tempo, era lunga 142 metri, larga 14 con un ponte superiore aperto, e quattro alberi.
Effettuò il suo primo viaggio dal porto di Liverpool a quello di New York, via

Germanic

Queenston, il 20 maggio 1875, compiendo la traversata di 5148 miglia nautiche verso ovest nel tempo record 7 giorni, 15 ore e 17 minuti alla velocità di 15,79 nodi, e conquistando il primato del Nastro Azzurro. Riconoscimento per la traversata più veloce che riottenne navigando anche sulla rotta verso est, rientrando in Europa, dal 5 al 13 febbraio. Quel primato nel 1933 fu conquistato dal transatlantico italiano Rex.
Ventuno anni dopo il suo varo, nel 1895, la Germanic fu riammodernata con un nuovo propulsore che ne aumentò la velocità, fu aggiunto un altro ponte e furono alzati i fumaioli. Il 13 febbraio 1899, per una forte tempesta di neve a New York, la nave si sovraccaricò di ghiaccio formatosi sulle fiancate semi sommergendosi in banchina. Secondo i documenti di Ellis Island, la Germanic tra il 1875 e il 1904, trasportò, 66.378 immigrati in America; per la compagnia White Star Line viaggiò fino al settembre 1903 con 211 traversate percorrendo 1,5 milioni di miglia nel Nord Atlantico.
La nave fu poi noleggiata alla compagnia di spedizioni American Line con sede a Filadelfia nel settembre 1903, e iniziò i collegamenti tra Southampton, Cherbourg e New York il 23 aprile 1904. Il 2 ottobre dello stesso anno, fu venduta alla compagnia canadese Dominian Lines con sede a Liverpool che nel 1905 ne cambiò la denominazione in Ottawa. Le lussuose cabine della nave, furono convertite in ampi

Ottawa

dormitori per trasportare immigranti tra i due continenti e le sfarzose sale da pranzo in refettorio. La nave poté così imbarcare 250 passeggeri in 2a classe e 1500 passeggeri in 3a classe. La Germanic dal 1911 batté bandiera turca, acquistata, per 25 mila 100 lire turche, per costituire una flotta di trasporto di cinque navi e chiamata Gul Djemal, denominazione poi mutata dal 1928 in Gülcemal, che significava “faccia di rosa, bella come la rosa”, in onore della madre del Sultano V. Mehmet Reşat.
La nave fu impiegata per il trasporto di soldati nello Yemen, servizi postali per il Mar Nero e ancora trasferimento di truppe dell’Impero ottomano durante la guerra dei Balcani. Durante la prima guerra mondiale, fu convertita in nave ospedale e nel corso di un trasferimento da Gallipoli a Istambul fu silurato e colpito a prua dal sottomarino britannico E14. Durante la guerra di indipendenza il Gülcemal ospitò a bordo molti esponenti politici nei viaggi in Anatolia, tra cui Kazım Karabekir, comandante dell’esercito dell’Impero ottomano alla fine della prima guerra mondiale. Noleggiato da un operatore commerciale greco Jorj Dedeoğlu dall’ottobre 1920 effettuò quattro traversate per New York, via Costanza, Istanbul, Napoli e Marsiglia, trasportando migranti.
La Gülcemal continuò poi trasportando passeggeri nel Mar Nero, nell’Egeo e nel Mediterraneo facendo crescere l’attaccamento verso questa nave della popolazione turca che le attribuì anche poteri di guarigione, riservati a coloro che salendo a bordo effettuavano sette giri sui ponti. Operò sino al 1937 quando rimase ancorato nel cantiere navale di Taşkızak a Haliç per lungo tempo. Il suo nome è stato incluso nei registri internazionali dei Lloyd’s sino al 1945. Nel 1949, fu utilizzato come nave deposito nel porto di Istambul e l’anno successivo venduta agli italiani come rottame.
Tra le curiosità storiche, nel 1893, Ubeydullah Efendi nel suo libro Memories of America nella descrizione della nave, citava anche un giardino a bordo del piroscafo, ove venivano coltivati i fiori per ornare i tavoli del salone ristorante e lo scrittore Deniz Eser Tutel nel suo libro Prima e dopo edito nel 1998, raccontò il viaggio del Gülcemal in America, accompagnandolo con aneddoti e testimonianze.

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