La Vara di Messina

La partenza della Vara

di Franz Riccobono

Talune specificità fanno della Vara di Messina uno degli apparati celebrativi più complessi nel panorama devozionale cristiano in ambito non già isolano, ma europeo. Infatti, oltre l’enorme piramide popolate da decine di figure angeliche del meccanismo articolato, complementari Madonna Varaalla Vara sono i due colossi di Mata e Grifone, sui loro cavalli, ed ancora il Cammello ed i tamburi.

Quindi un insieme di apparati celebrativi che concorrono a fare della processione di agosto la più grande festa di Messina. Inutile dire che la buona riuscita della manifestazione richiede specifiche competenze maturate negli anni e tramesse da padre in  figlio, costante attenzione e sincronismo d’azione tra Capovara, Capicorda, Timonieri e Tiratori, oggi più di mille attori protagonisti di questo teatro mobile messinese.

Vara DuomoStoricamente documentata già nella prima metà del Cinquecento, la festa dell’Assunta ha origini recondite legate alla devozione mariana della città di Messina.

La processione, nell’arco di tempo non breve di mezzo millennio, è stata interrotta soltanto a causa di eventi straordinari, come guerre, terremoti,  epidemie, o radicali mutamenti politici, come nel caso della sospensione negli anni susseguenti all’Unità d’Italia, salve queste brevi interruzioni, la processione dell’Assunta permane nella “Pietas” popolare ormai da cinquecento anni, circostanze oltremodo significativa in una città che ahimè ha perso gran parte delle proprie prerogative, ma che ancora oggi difende energicamente questa grande tradizione popolare.

I motivi di un così forte radicamento vanno colti nel “comune sentire” che per secoli ha visto la corale partecipazione alla devozione a Maria, celeste protettrice di ogni strato sociale cittadino, senza distinzione di ceto. E’ bene sottolineare che tale afflato, tale comune sentire, si realizzava in tempi ancora caratterizzati dalla feudalità e quindi da una netta distinzione tra classi sociali.

Paradossalmente la Festa, la processione della Vara, e soprattutto la categoria dei Tiratori viene vista con distacco, se con disprezzo, a partire dal secondo dopoguerra, proprio quando i principi democratici avrebbero trionfato.

vavaNella descrizione degli annalisti, ed ancora più dei viaggiatori stranieri del “Grand Tour”, la processione della Vara
suscita
meraviglia anche per questa caratteristica, inusitata per i tempi, e cioè che il grido fatidico di “Viva Maria”, vedeva i rappresentanti della più eletta aristocrazia uniti ai devoti delle classi più infime della città, una versa festa, un  popolo unito.

Basterà ricordare che il “Comitato per i festeggiamenti del Ferragosto”, a fine ottocento, vedeva partecipi molti professionisti, docenti universitari, imprenditori ed era presieduto da una figura prestigiosa come Francesco Marullo, Principe di Castellacci, tra i primi devoti a Maria Santissima Assunta in cielo.

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