La Vara di quest’anno

di Franz Riccobono

Dipinto di Michele Panebianco 1842 (Collezione A. Greco)

Come avviene ogni estate ormai da quasi cinque secoli, le settimane che anticipano i riti dell’Agosto Messinese si reiterano, sempre con frenesia, forse con interesse ma comunque con devozione, per chi crede nelle Tradizioni. Certo non ci sarà la Fiera d’agosto, pochi gusteranno la pasta ‘ncaciata, al Faro non si producono più i gustosi meloni nè lo “zibibbo” a Mortelle, ma immutata resta la speranza in un miracolo da “Madri Assunta” che riscatti la Città dalla capillare crisi in cui giace ormai da lunghi anni. Sorprendentemente ha fatto ritorno a Messina un piccolo ma grazioso e prezioso dipinto di Michele Panebianco che raffigura la processione della Vara nella sua edizione solenne del 1842 anno centenario della mitica Ambasceria dei messinesi alla Vergine, edizione che vide la partecipazione straordinaria dell’intera Famiglia Reale Borbonica.

Erano i tempi in cui regnava l’illuminato ed ancor giovane Ferdinando II. In quell’occasione la processione venne prolungata nel suo percorso, iniziando non più dallo slargo dei Quattro Cavallucci (oggi Seguenza) che concludeva a nord il Corso (oggi Cavour) ma nella prolungata Piazza Ottagona, ancor oggi così denominata che allora concludeva a nord la via Ferdinanda, oggi Garibaldi. Al centro della piazza nel 1842 fu collocata la nuova fontana disegnata da Carlo Falconieri (oggi trasferita all’apice di Via Sant’Agostino). Fastosi furono i festeggiamenti in quell’anno, come documentato da un prezioso volume scritto per l’occasione dal Ventimiglia ed illustrato da una decina di raffinate incisioni a firma di Michele Panebianco, appunto, da Giacomo Conti ed altri artisti messinesi tra cui Tommaso Aloisio Juvara poi Direttore della Calcografia Nazionale di Roma.

Solenni celebrazioni quelle volute dal Governo borbonico e dal Decurionato Peloritano che certo non badava a spese, cifre ed impegno impensabili oggi laddove l’asfittico bilancio comunale prevede alcune decine (poche) di migliaia di euro per perpetuare il ricordo della più Grande Festa della città. Il mutare dei tempi e dei bilanci non ha però ridotto lo slancio nella partecipazione del popolo messinese che perdura imperterrito nella sua convinta devozione a Maria, la Grande Madre di tutti, anche degli ultimi, di chi ha da farsi perdonare e confida nell’amore materno che è per tutti, senza discriminazioni, pregiudizi e preconcetti.

Comitato Vara, Assessore ed Uffici comunali, malgrado i limiti di bilancio, si sono impegnati acchè tutto vada per il meglio, ritagliando, per quanto possibile, spazio e tempo alle occasioni culturali legate alla vara, come Mostre, Convegni, Proiezione. In particolare, nei giorni che precedono la processione, è previsto un incontro Intercomunale con le Città che celebrano una analoga processione dell’Assunta con il Piramidale Carro Trionfale, in particolare Palmi e Randazzo. Inoltre vi sarà l’apertura straordinaria notturna della “Mostra Permanente Vara e Giganti” di Palazzo Zanca (ingresso lato Via Consolato del Mare, presso Antiquarium) con la straordinaria esposizione del dipinto ritrovato messo a disposizione dal Dr. Anthony Greco. Sia pur nelle ristrettezze, anche quest’anno i messinesi devoti renderanno con fede omaggio alla loro Patrona Maria Santissima Assunta in cielo.

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