L’atto vandalico alla “Badiazza”: Quei vetri rotti e il futuro di Messina

di Santino Paladino

L’atto vandalico perpetrato contro la Chiesa di Santa Maria della Valle alla “Badiazza”, rappresenta non solo un vergognoso attacco al nostro patrimonio storico ed architettonico, ma un evidente segno del distacco di parte delle nostre giovani generazioni dai più elementari valori culturali e civili. Quelle pietre, oltre ai vetri della chiesa millenaria, mandano in frantumi la speranza che l’opera di riqualificazione portata avanti dalle istituzioni potesse avere un salutare effetto anche sull’animo e sull’educazione di quella parte della popolazione che da sempre accompagna il degrado dei nostri territori.

Molto spesso è capitato di imbattersi in pazzi che si accaniscono su opere d’arte che a volte vengono distrutte per sempre. Qui però siamo di fronte ad un fenomeno diverso e per certi aspetti più preoccupante. Non è infatti il singolo psicopatico che ha come obiettivo non l’opera in se ma piuttosto la volontà di porsi al centro dell’attenzione e non siamo neanche vicini alle perverse motivazioni storico sociali che hanno portato le milizie dell’Isis a distruggere le antiche vestigia di Palmira. Siamo invece molto più probabilmente di fronte alla manifestazione di un territorio che rifiuta ogni elemento di civilizzazione e si scaglia contro un simbolo della nostra città attraverso il quale, nelle intenzioni del comune, proprio quel territorio dovrebbe diventare protagonista di eventi e manifestazioni ponendosi all’attenzione ed al centro del mondo culturale peloritano.

E quelle mani che nessuno ha visto (?!) sono forse le mani di un “popolo” trasversale che non vuole che su quei territori si accendano i riflettori della società civile. Degrado, ignoranza e vera e propria microcriminalità si intrecciano in un percorso che, partendo dalle scuole e dalle famiglie, non riesce proprio ad invertire la rotta, e che non ha le sue uniche manifestazioni nelle periferie ma che pervade molti panorami cittadini. Perché non v’è alcun dubbio che questo pericoloso oscurantismo, fatte le debite proporzioni, è lo stesso di chi abbandona ogni sorta di rifiuto per strada, parcheggia la macchina in doppia o tripla fila o percorre le strade cittadine della notte con lo stereo “a palla”. Un oscurantismo che ogni giorno di più perde il senso del rispetto verso la collettività e le cose pubbliche, forse in ciò favorito dalla incapacità (o dalla mancanza di volontà ?) delle istituzioni di fronteggiare e arrestare ogni forma di illegalità e di malcostume.

Arrendersi dunque? Certamente no! La posta in palio è troppo alta per non provare almeno a suscitare, soprattutto negli adolescenti, l’interesse verso una prospettiva di città diversa, più “pulita”, provando a far comprendere ad esempio ai nostri ragazzi che le bottiglie abbandonate intorno alla Cripta del Duomo o nelle fontane non sono solo un atto di inciviltà ma uno schiaffo al proprio passato e soprattutto al proprio futuro. E forse proprio da questo atto vile potrebbe, anzi dovrebbe, nascere un’azione mirata e coordinata tendente a sviluppare la voglia e la necessità di proteggere tutto ciò che ci parla di una Messina capitale del Mediterraneo e florido centro economico, facilitando con ogni mezzo la costante presenza in luoghi come la “Badiazza” di giovani e meno giovani e coinvolgendo soprattutto le scuole e le parrocchie in un percorso di utilizzo e conoscenza che possa far sentire l’individuo “proprietario” del bene e di tutto ciò che esso rappresenta e far nascere quindi il bisogno e la necessità di proteggerlo e, se possibile, affiancare le istituzioni per migliorarlo.

Auspichiamo quindi che sull’arido terreno della rabbia per un’azione così insulsa ed oltraggiosa si possa far sbocciare la pianta della consapevolezza e dell’attaccamento a tutto ciò che può rappresentare l’essenza stessa del vivere comune e soprattutto dello spirito di appartenenza ad una comunità che non abbia nell’ignoranza e nella sopraffazione i propri segni distintivi.

Lascia un commento

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.