“Laurea honoris causa” per Maria Costa: un atto di giustizia nei riguardi della città!

di Santino Paladino

maria costaMARIA: il nome più comune in Italia.
COSTA: uno dei cognomi più diffusi a Messina.
Eppure uniti identificano una delle espressioni più straordinarie e fuori dal comune della cultura e del nostro territorio.
Conoscere MARIA COSTA è senza ombra di dubbio un’esperienza che cambia radicalmente il modo di approcciarsi alla letteratura ed alla poesia ed apre scenari inimmaginabili sul mondo della valorizzazione del nostro patrimonio linguistico e culturale.

Classe 1926, nonostante una cultura scolastica elementare, è interprete di una poesia affascinante che esalta il dialetto messinese, che con Lei assurge a vera e propria “lingua”, e rinnova le memorie di luoghi, miti e personaggi che fanno della nostra città un luogo impareggiabile.

Al mio stupore per l’enorme mole di scritti, la maggior parte dei quali vergati a mano, presenti in migliaia di fogli sparsi nella sua umile dimora del rione “Case Basse” di Paradiso, mi racconta di suo padre che, compresa la sua indole, la esortava da bambina, più che alla collaborazione nella bottega di generi alimentari di famiglia, ad esercitare la sua passione. “Maria, tu devi scrivere tutte le sere prima di dormire”.

E così Maria scrive e riempie di rime quella casa e quei litorali in cui si dice siano passati anche Giovanni Pascoli e Edoardo Giacomo Boner.

E scrive soprattutto di quel mare che incredibilmente riesce, con modi ben lontani dall’intellettuale e dall’acculturato, a descrivere in mille sfumature diverse ed in una serie infinite di ruoli: da palcoscenico di miti e leggende a scenario di vicende storiche realmente accadute e che vedono protagonisti uomini e donne della riviera messinese, e, non di rado i pesci che animano le nostre acque.

Maria-CostaDal 2006 il nome di Maria Costa figura fra i “Tesori Umani Viventi”, Patrimonio UNESCO, e nel “Registro Eredità Immateriali” della Regione Siciliana.

Ed è veramente la scoperta di un tesoro quella che si fa ogni volta che, attratti come da una calamita, si passa a salutarla ed a scambiare quattro chiacchiere con lei che, anche ora che il tempo segna i suoi passi e la sua voce, non lesina di arricchire i sempre numerosi presenti con i suoi racconti e i suoi ricordi.

Non voglio però qui dilungarmi, non avendone peraltro titolo, in saggi letterari su Maria. Vorrei solo sottolineare come ancora una volta, forse, Messina non riesce a tributare i dovuti riconoscimenti alle sue espressioni più alte.

maria-costa foto grande3E’ vero infatti che a Maria Costa sono stati dedicati ampi spazi da tv e giornali stranieri (Francia e Russia), e su di lei si moltiplicano le tesi di laurea nelle Università italiane e che la sua figura è stata da ultimo esaltata nel cortometraggio “Come le onde” di Fabio Schifilliti.

Ma ho la presunzione di interpretare il pensiero di molti se immagino doveroso che fosse il mondo accademico peloritano ad unirsi intorno a Maria tributandole una “Laurea honoris causa”, come giusto riconoscimento al suo modo geniale, anticonformista e sempre attuale di interpretare la messinesità e l’amore per la poesia.

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