Le Madonne marinare e Colapesce: Messina ed il suo legame con il mare

di Giusi Mangione

Venerdì 4 agosto è stata inaugurata a Palazzo dei Leoni la mostra espositiva “Le Madonne marinare”, a cura del Prof. Franz Riccobono, che presenta un interessante percorso nella devozione mariana vista da un’angolazione particolare, la fede della gente di mare.

Nel nostro territorio sono diversi i culti mariani legati al mare: la Madonna della Catena, la Madonna di Porto Salvo, la Madonna di Antinnamare, la Madonna del Buon Viaggio, la Madonna di Porto Salvo solo per citarne alcune. Messina ha creato la propria fortuna sul mare e dal mare, ha spiegato il prof. Riccobono, da qui la grande devozione popolare diffusasi nel corso del tempo.

Non a caso la grande festa di Messina, la Vara, risulta intrisa di termini marinareschi (gomene, timonieri, vogatori), la stele della Madonna della Lettera domina l’ingresso del porto, a San Nicola era intitolata la prima cattedrale di Messina, un prezioso vascello d’argento viene portato in processione per il Corpus Domini, questi alcuni esempi illustrati dal prof. Riccobono.

Prima dell’inagurazione della mostra, si è svolta la conferenza organizzata dalla dott.ssa Rita La Paglia dal titolo “La città di Messina e il mito di Colapesce”.

Il mito di Colapesce, così presente nella tradizione siciliana (ma anche in maniera meno evidente in quella napoletana) indica il rapporto strettissimo che lega i Siciliani al mare ed i Messinesi in particolare. Tant’è che in un ambito marinaro difficile come lo Stretto, si trovano testimonianze del 18 secolo a.C. di navigazione di piccolo cabotaggio e forme d’insediamento di ciò che diverrà Messina, come ha spiegato il prof. Franz Riccobono nella sua relazione su “Colapesce dalla legenda alla realtà”.

La legenda è del periodo medievale e si collega a vari regnanti, ma la versione più raccontata vede protagonista Federico II di Svevia, lo “stupor mundi”.
Colapesce può essere interpretato come una vittima di un potere famelico e insensato, oppure inquadrato meglio, come sottolinea il prof. Riccobono, in un altro scenario che lo vede accettare una sfida sì difficile, ma che vinta gli avrebbe “permesso” di sposare la figlia dell’imperatore ed entrare a far parte della nobiltà.

Ma l’aspetto più reale di questa legenda, tiene a precisarlo il prof. Riccobono, sono le conoscenze, adombrate dal mito, della sismicità del territorio (ad esempio la colonna rotta) trasposte in chiave popolare e mitica, che aprono la strada ad una lettura particolare e reale del mito di Colapesce.

A conclusione della conferenza, il Commissario straordinario Filippo Romano, ha voluto porre l’accento sulla necessità di sensibilizzare alla cultura e all’amore per la propria Terra, perché a ben guardare “in questa Città tutto è prezioso” e resta vivo l’amore, anche se spesse volte celato, per questi luoghi. È  poi compito degli Amministratori dare voce ed incentivare la conoscenza e la diffusione di ciò che è tradizione e futuro per la nostra Comunità.

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