Le navi… di Antonello da Messina

di Attilio Borda Bossana

2-la-nuova-antonello-damessina-nel-porto-di-milazzo-1-1L’onomastica navale o meglio l’antroponimia, adottata da sempre per denominare qualsiasi tipo d’imbarcazione si è sempre affidata a nomi di personaggi legati alla storia, per identificare le navi. Per rintracciare l’uso tra i registri navali di una nave intestata ad Antonello da Messina, uno dei grandi maestri del Quattrocento e di tutta la storia dell’arte, occorre risalire a oltre cinquanta anni fa. Tale tributo gli è stato riconosciuto con la realizzazione presso i Cantieri Navale Apuania di Marina di Carrara della motonave “Antonello da Messina, gemella della Vittore Carpaccio”, entrambe commissionate dalla Si.Re.Na, società costituita a Palermo il 24 settembre 1953.  

Da Messina compì, infatti, il suo viaggio inaugurale nel novembre del 1963 ed entrò in servizio dall’1 gennaio 1964 sulle linee per Pantelleria e Lampedusa e Linosa- Porte Empedocle. L’Antonello da Messina con una stazza di 1200 tonnellate sviluppava una velocità di quattordici nodi e come la gemella negli anni settanta, per le mutate situazioni commerciali del traffico mercantile, fu trasformata in nave polivalente con la possibilità di imbarcare automezzi da poppa, attraverso un ampio portellone.

La nave riprese il mare nella primavera del 1972, divenendo però meno elegante nella sua linea dopo il restyling necessario per imbarcare una quindicina di auto e cinque camion. Il 30 ottobre 1975 fu costituita a Palermo la SI.Re.Mar-“Sicilia Regionale Marittima”– che assorbì la flotta Sirena in liquidazione, compresa l’Antonello che fu anche impiegata da Milazzo, dopo il primo gennaio 1974, quando la società assunse anche la gestione dei servizi con le Isole Eolie, rilevando la flotta della Navisarma.

Nel 1987 da Messina fu venduta e nel 1988 assunse la denominazione di Lanterna, modificata nel 1992, in un successivo passag3-francobollo-dedicato-ad-antonello-da-messina-1953gio armatoriale, in Caterina S e quindi nel 1994, passata a una compagnia greca in Alexandros, nome con il quale la nave fu demolita ad Aliaga, il 24 giugno 1995.

Una nuova nave chiamata Antonello da Messina, registrata con il numero IMO 8708593 e MMSI 247041800, più grande della precedente (1577 tonnellate di stazza, velocità massima di sedici nodi per ospitare circa 700 passeggeri e settanta auto) fu poi realizzata, nei nuovi Cantieri Navali Apuania, dalla compagnia regionale Siremar (controllata della Tirrenia di Navigazione) nel 1989, insieme all’unità gemella della stessa compagnia, il Filippo Lippi, e inizialmente utilizzata sulla rotta Milazzo-Isole Eolie.

Dal 7 gennaio 2011 il traghetto Antonello da Messina è stato operativo sulla tratta Palermo-Ustica lasciando la speranza per un ritorno di un’imbarcazione con tale nome nei mari peloritani ove, il 15 gennaio 1460, Antonello all’incirca trentenne, navigò a bordo di un brigantino che lo riportò nella città nativa, dal porto calabrese di Amantea, con famiglia e masserizia. E dire che Antonello fu autore, tra l’altro, del famoso dipinto “Il sorriso dell’ignoto marinaio”, oggi custodito nel museo Mandralisca di Cefalù, d’intuitiva associazione alla navigazione.

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