Le storie di Nonno Peloro: Una favola per bambini e adulti!

di Santino Paladino

Se è vero che “Ogni favola è vera soltanto a metà”, come nei versi di Bennato, è anche vero che questa metà spesso affascina i grandi oltre che i piccini.
E certamente “Il mistero della laguna”,  primo libro della collana “Le storie di Nonno Peloro”, nato da un’idea della scrittrice Grazia La Fauci e con le illustrazioni della disegnatrice Giovanna Chemi per i caratteri della GMB, non fa eccezione. Il progetto, fortemente voluto dalla Pro Loco di Capo Peloro, nasce dall’amore e dalla passione per il territorio e mira a trasmettere ai giovani, ma non solo, i valori del rispetto per la cultura, le tradizioni e l’ambiente che ci circondano, ma anche quelli dell’amicizia, della solidarietà e della dedizione verso i più bisognosi.

La Fauci e Chemi trovano efficacemente il modo di concretizzare la naturale ispirazione di uno dei luoghi più affascinanti della Sicilia, in una serie di immagini e dialoghi che rendono giustizia alle radici di un’identità territoriale antropologica intrisa di miti e leggende, ma anche di vivi valori umani e  di cultura e che custodisce un inestimabile patrimonio che va dalla natura alle tradizioni marinaresche e culinarie. La storia di questo primo volume è sorprendentemente semplice ed avvincente. Rino, nell’appassionato racconto di Nonno Peloro ai suoi amati nipotini, Luna ed Elio,  è un piccolo airone cenerino che, dopo il solito periodo di soggiorno in Laguna, ingannato dalla dispettosa Fata Morgana, ha perso il contatto con i suoi compagni e, smarrita la rotta, rimane solo ed indifeso.

Da qui inizia la gara di solidarietà fra tutti gli animali della laguna che, in ogni modo e con ogni mezzo, cercano di aiutare il piccolo volatile a ritrovare la giusta via, custodita nel “Libro delle Rotte” (un antesignano dei nostri navigatori satellitari) che si trova nell’antica città sommersa di Risa. Ed è un vivace e colorato susseguirsi di immagini e storie che vedono protagonisti ora una vongola, ora un pescespada, ora il mitico Colapesce e che si conclude con la partenza di Rino e con l’anticipazione del prossimo episodio della serie che racconterà della “Discesina della tremarella”. Nella storia, come un po’ in tutte le favole, si incrociano fantasia e realtà, con luoghi facilmente riconoscibili e con un occhio attento anche alla valorizzazione di elementi linguistici (non parliamo di dialetto per carità!) della zona di Capo Peloro. E mi piace pensare (con la quasi certezza di non essere poi tanto lontano dalla realtà) che ci sia un messaggio subliminale che percorre il racconto, simbolicamente  riferito ai migliaia di migranti che quotidianamente sbarcano nella nostra città e che il nostro cuore vorrebbe veder al più presto riappropriarsi del loro futuro e della loro vita. 

Grazia La Fauci, alla sua prima esperienza letteraria, riesce mirabilmente ad impregnare le pagine di elementi tali da suscitare la curiosità dei giovanissimi ma anche degli adulti che rivivono le immagini della loro gioventù, quasi sentendo l’odore del mare e rivedendo quelle reti e quelle barche che li circondavano in un mondo lontano. Chi fra i lettori non ricorda con nostalgia episodi legati alle estati passate ed in particolare all’improvviso sorprendente alternarsi del solleone e di un temporale improvviso?

Le illustrazioni di Giovanna Chemi, che denotano una viscerale passione per la grafica ed il disegno, rendono alle pagine calore e morbidezza.
Esame superato per una realtà editoriale tutta messinese che speriamo possa avere il successo che merita e che aspettiamo per i prossimi appuntamenti.

 

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