Lo schiaccianoci, il balletto del XXI secolo

di Giuseppina Mangione

Tradizione e innovazione al Teatro Vittorio Emanuele di Messina con il balletto “Lo schiaccianoci”.
Lo spettacolo che sarà replicato oggi, 30 dicembre alle ore 17.30, propone, in pieno clima festivo, un classico della danza proiettato nelle atmosfere innovative create dal coreografo Massimiliano Volpini per il Balletto di Roma. Una coproduzione tra il Teatro di Messina e il Teatro “Vincenzo Bellini” di Catania che rappresenta la volontà di porre in essere nuove sinergie e percorsi di cultura condivisi. In questo caso il progetto è anche decisamente originale.
La storia è stata ridisegnata nel suo impianto drammaturgico e coreografico da Massimiliano Volpini, che ha trasposto i protagonisti, un fuggiasco e la giovane Clara, in un luogo nebuloso e degradato che possiamo paragonare ad una triste periferia urbana. Un muro divide l’esistenza povera e violenta dei suoi abitanti dai fasti, dalle ricchezze, dalla luce della grande città, meta tanto agognata quanto vietata.
Nel primo atto, sono scomparsi dalla narrazione i genitori, il litigio tra fratelli, gli invitati, i regali, la casa addobbata a festa. Nella nuova dimensione narrativa il protagonista maschile è un fuggiasco braccato da inquietante guardiano, che richiama il re dei topi, che lo vuole riportare nel ghetto dal quale è scappato. Clara si innamora del “wanted”, il ricercato diventa l’eroe dei suoi sogni e con lui, ritornato nelle mura, affronterà lo scontro con i temibili topi. Una battaglia furibonda, una lotta in strada, con armi “da strada”: bidoni, pezzi di legno e carrelli della spesa. Vinta la battaglia contro le forze del male Clara dovrà affrontare una lotta, anch’essa molto dura, contro le sue paure. Sono esitazioni che si moltiplicano e complicano l’esistenza. Sul palco danno vita alla simbolica clonazione della protagonista che danza con tante “Clara” dal cappotto rosso. Quando riuscirà a superare le paure e ad oltrepassare il muro, da una spaccatura a forma di abete, accederà al mondo della fantasia e del sogno.
Il secondo atto è un campo aperto alle idee e alle immaginazioni di Volpini, che vengono supportate da uno straordinario light designer, Emanuele De Maria; le sue creazioni di luci e colori sono uno spettacolo emozionante che amalgama la modernità della danza con la classicità delle musica.
Lo schiaccianoci portato in scena dal Balletto di Roma è uno spettacolo che si segnala per originalità e per gli spunti di riflessione che propone: le periferie urbane, ma soprattutto umane; i muri che separano le esistenze e le paure che impediscono di crescere e di sognare. Se da una parte ci si è allontanati dalle atmosfere classiche dello Schiaccianoci, tra il tepore casalingo e le nevicate invernali, dall’altra ci si è avvicinati alla realtà odierna, quella più difficile, mostrando, però, tra luci ed ombre la bellezza della vita.
Il successo dello spettacolo va attribuito a pari merito alla bravura del corpo di ballo e all’apporto fondamentale dell’Orchestra del Vittorio Emanuele, diretta dal M° Giuseppe Ratti.
Un patrimonio, l’Orchestra del nostro Teatro, che va adeguatamente valorizzato come sta facendo il direttore artistico Matteo Pappalardo che, oltre al balletto “Lo schiaccianoci”, ha inserito in programma altre due partecipazioni.
Rivedremo i professori d’orchestra del Vittorio Emanuele il 1° gennaio 2020 alle ore 19,00 per il Concerto di Capodanno, con il pianista Giuseppe Andaloro e la direzione del M° Marco Alibrando; seguirà il 3 gennaio alle ore 21 ed il 5 gennaio 2020 alle ore 17.30 il Galà lirico, diretto dal M°Claudio Maria Micheli con il soprano Svetlana Kasyan e tenore Zoran Todorovich.

Gallery tratta da: https://www.ballettodiroma.com/it/compagnia-produzioni/lo-schiaccianoci/

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