Lo Yacht Narcissus sbarcò a Messina l’ex primo ministro greco Eleftherios Venizelos esule nel 1920

di Attilio Borda Bossana

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Il 18 novembre 1920 la goletta a due alberi Narcissus, scortata dal cacciatorpediniere britannico HMS Centaur partì da Atene, per attraversare lo Stretto di Messina con rotta per il porto finale di Nizza. Aveva a bordo l’ex primo ministro ellenico Eleftherios Venizelos, uomo politico greco (Murnies, Canea, 1864 – Parigi 1936), avvocato e giornalista liberale, era stato a capo della rivolta cretese contro la Turchia (1897). Primo ministro (1910), guidò la Grecia nelle guerre balcaniche (1912-13) e ne promosse l’intervento a fianco dell’Intesa nella prima guerra mondiale, ottenendo dalla pace di Versailles vantaggi territoriali. Ma alle elezioni del 1° novembre 1920, i venizelisti guadagnarono solo 118 seggi parlamentari su un totale di 369, con la Grecia che si confrontava con la scelta del regime e dell’eventuale ritorno sul trono di Costantino I; Venizelos e i suoi sostenitori più vicini scelsero di abbandonare la Grecia e di partire in esilio a bordo dello yacht Narcissus. I rapporti ufficiali indicano che lo stesso fosse scampato alla cattura prima di imbarcarsi sul Narcissus, arrivando al porto ateniese dopo un inseguimento in auto. I caccia torpedinieri della Marina greca cercarono invano di impedire la partenza dello yacht che riuscì, grazie anche alla protezione della Royal Navy, a seguire la rotta mediterranea e fare il suo primo scalo a Messina, da dove Venizelos a bordo di un treno speciale, si diresse a Nizza, invitato da Despina Zervoudakis. Il capitano del Narcissus non era stato messo a conoscenza del numero dei passeggeri e della destinazione finale; le donne trovarono sistemazione a bordo nelle 14 cabine dello yacht, gli uomini in coperta per i tre giorni della traversata sino a Messina.
Lo yacht era stato noleggiato da Helena Stephanovich Schilizzi che Venizelos poi sposò a Parigi, nel settembre 1921, ventisette anni dopo la

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morte della prima moglie Maria Katelouzou. Rientrato in Patria dopo l’esilio Venizelos divenne ancora primo ministro nel 1924, dal 1928 al 1932 e nel 1933. Nel 1935, ispiratore di un fallito golpe, tornò esule in Francia in seguito al pronunciamento repubblicano e democratico di reparti dell’Esercito a lui fedeli; e a Parigi l’anno dopo morì.
Il Narcissus, che ormeggiò a Messina solo per quell’unica occasione, nel 1920, era stato costruito dai cantieri Fairfield Engineering Ltd, Glasgow e varato il 21 dicembre 1904. Aveva un dislocamento di 800 tonnellate, lunga 67 metri e larga 9 e superò durante le prove in mare, la velocità prevista di 14 nodi. Costruita come una goletta a due alberi e registrata a Southampton per E. Millar Munday, era uno dei primi yacht ad essere equipaggiato con turbine a vapore, fornite da Parsons Steam Turbines di Newcastle.  Il 13 gennaio 1915, lo yacht fu requisito dall’Ammiragliato britannico per essere utilizzato come nave ausiliaria di pattuglia e riconvertito come yacht armato. Fleet Air Arm tender yacht. Nel settembre del 1915 lo yacht fu ribattezzato Narciso II e comandato dal capitano JP Rolleston. Durante le vicende belliche della Grande guerra, l’11 settembre 1917 lo yacht, in operazione di scorta alla SS Mandalay, avvistò il sottomarino tedesco UB-49, contro il quale fece fuoco con i due pezzi da 12 mm, con cui era stato armato il Narcissus; il sommergibile colpito, fu in grado di immergersi, e riuscì a raggiungere Cadice per le riparazioni. Alla fine di febbraio 1919 la nave fu demilitarizzata dal servizio su disposizione dell’Ammiragliato britannico e restituita al suo proprietario che la cedette ai fratelli Embricos, famiglia di armatori greci di Atene.
Durante il 1925 le turbine a vapore furono sostituite con due motori Sulzer e due anni dopo nel 1927 tornò a battere bandiera britannica, essendo stato acquistato dal capitano Charles Oswald Liddell che lo fece restaurare in uno stile perfetto dal cantiere “Camper & Nicholson” di Southampton.
Nel settembre 1939 il Narciso II fu nuovamente requisito dall’Ammiragliato come nave bersaglio della flotta aerea, quindi nel 1940 ribattezzata HMS Grive partecipò all’evacuazione di Dunkerque, con il suo primo viaggio, il 30 maggio, per imbarcare truppe dalla spiaggia di Malo.  Almeno 1.300 soldati sono stati salvati dall’HMS Grive nei tre viaggi effettuati. Il 31 maggio alle 19.10 circa, ormeggiato con i cacciatorpediniere Venemous, Whitehall e Winchelsea, fu sotto attacco aereo di circa 60 aerei tedeschi. HMS Grive nel lasciare l’ormeggio entrò in collisione con l’HMS Whitehall, e successivamente, mentre lasciava il porto, colpì una mina che la fece affondare. Era comandata dal capitano Lionel John Oliver Lambart, che perì nel naufragio.

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