L’ultimo scalo a Messina della Stuben nella crociera mediterranea del 1939

di Attilio Borda Bossana

La Steuben

Vi fu una nave da crociera che venne a Messina con due delle sue tre diverse denominazioni con cui era stata caratterizzata nei ventitre anni di navigazione, prima come München, quindi General von Steuben e infine Steuben. Proprio con i due ultimi nominativi, la nave della Norddeutscher Lloyd, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, celebrò l’inizio dei viaggi nel bacino mediterraneo, facendo sosta nel 1938 a Messina per la sua prima crociera. La nave ritornò come Steuben, l’undici marzo e il 17 maggio 1939, e per l’ultima volta, il 22 settembre dello stesso anno; quella sarebbe divenuta la prima e unica crociera mediterranea autunnale, promossa dalla compagnia tedesca da Genova a Venezia, in vista di un possibile sviluppo del crocierismo di bassa stagione, che fu rinviato dagli eventi bellici.

Propaganda crociera nel Mediterraneo

Costruita nei cantieri della AG Vulcan di Stettino, la nave venne varata il 25 novembre 1922 con il nome di München, fu la prima nave passeggeri, dalla fine della prima guerra mondiale, costruita in Germania che il 23 giugno 1923 approdò a i New York, nel suo viaggio inaugurale negli Stati Uniti d’America. Continuò con i collegamenti transatlantici lungo la rotta Brema-New York fino all’11 febbraio 1930 quando, ancorata nel fiume Hudson, un incendio nella stiva numero 6, carica di vernici, ne provocò l’affondamento. Fu riportato a galla e il 9 maggio 1930 rientrò a Brema per essere sottoposta a lavori.

Medaglia commemorativa

Tornò in servizio nel gennaio del 1931 con il nuovo nome di General von Steuben, in onore di Friedrich Wilhelm von Steuben, generale prussiano che combatté a fianco degli statunitensi durante la guerra di indipendenza americana; gli americani furono sempre riconoscenti a quell’eroe effigiandolo in monete e francobolli e battezzando, nel 1919, Von Steuben una nave della USS Navy. Il nome della General von Steuben fu poi ulteriormente cambiato in Steuben nel novembre del 1938 e con lo scoppio della seconda guerra mondiale, venne requisita dalla Kriegsmarine come nave caserma a Kiel e Danzica, per essere poi adibita al trasporto truppe.

Il sottomarino S 13

Dal luglio del 1944, divenne nave ospedale ed il 9 febbraio 1945, con questa funzione, salpò da Danzica diretta a Swinemünde, carica di circa 2.800 soldati feriti, 100 altri militari, 270 membri del personale medico, 800 civili e 285 membri dell’equipaggio, per un totale di 4.267 persone imbarcate. Poco dopo la mezzanotte del 10 febbraio, in navigazione nel mar Baltico, fu colpita da due siluri lanciati dal sommergibile sovietico S-13, affondando nel giro di 20 minuti: la torpediniera tedesca T-196 recuperò circa 300 sopravvissuti, con un totale di vittime stimabile tra 3.000 e 4.000 persone. Fu uno dei più pesanti disastri navali della storia ed il relitto della Steuben fu localizzato, nel maggio del 2004 dalla nave idrografica della Marina militare polacca ORP Arctowski, inclinato sul lato di babordo a una profondità di 70 metri ma ancora in gran parte intatto.

Wilhelm Gustloff

Il sottomarino sovietico S 13 era lo stesso che la settimana prima, il 30 gennaio 1945, aveva affondato la Wilhelm Gustloff, le cui vicende furono anche utilizzate per un film televisivo del 2008. Era il gioiello della tedesca KdF (Kraft durch Freude), costruita dalla Blohm und Voss di Amburgo e varata nel 1937; prima dello scoppio del conflitto ospitò la ricca borghesia tedesca in diverse crociere nell’Oceano Atlantico, nel Mar Mediterraneo (ma non venne mai a Messina) e nei mari del Nord. Per la imminente fine della Germania nazista, alle 12,30 del 30 gennaio 1945, la nave da crociera Wilhelm Gustloff , lasciò il porto di Gotenhafen-Oxhoeft (oggi Gdynia), nei pressi di Danzica, stracolma di profughi, oltre diecimila persone, di cui solo 996 si salvarono.

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