Maria Costa, “La voce della riviera” non c’è più

Di Santino Paladino

Maria Costa ci ha lasciati in questa grigia mattinata di settembre. Si è spenta in quella umile dimora del Maria Costa con Vittorio SgarbiRione “Case Basse” di Paradiso, dove molti amici erano soliti tenerle compagnia ammaliati dai suoi racconti e dal suo affascinante  e coreografico modo di recitare le migliaia di versi scritti nel corso di una vita intera.

Versi che, ascoltati dalla sua viva voce,  si animavano e facevano piombare in un mondo senza spazio e senza tempo, ricco di personaggi reali e mitici, di pesci e oggetti della cultura marinaresca che solo Maria sapeva raccontare e “personalizzare” nelle più impensabili sfaccettature.

La civiltà viene dal mare – ripeteva spesso – La civiltà è mare”.

Ed è proprio il mare il protagonista assoluto della sua vita e della sua poesia. Un mare spesso descritto con sapienza e cura dei particolari e che la “Lingua Messinese” arricchiva di accenti e colori, che conferivano regalità e solennità ai suoi versi profondamente “popolari”.

Una grande Messinese che ha fatto della Messinesità il suo faro illuminante e che ha dedicato, molto spesso inconsciamente, la sua vita alla conservazione e valorizzazione di un patrimonio culturale unico ed irripetibile.

I messinesi che hanno Messina nel cuore piangono una delle ultime testimonianze di un passato glorioso che ha visto la nostra città ergersi a “meraviglia” del mondo con i suoi  palazzi e quella “Palizzata” che Maria ha divinamente descritto.

maria costaEd è proprio questo il “testamento” che Maria lascia a tutti quelli che le hanno voluto bene e che vogliono bene alla Sua Messina : AMIAMOLA questa nostra città come Maria l’ha amata, rispettandola e difendendola e soprattutto guardiamo con rispetto e devozione al suo MARE, fonte di vita, di ricchezza, di cultura e sviluppo.

Certamente ci mancherà, Maria Costa. Avremo un groppo in gola ogni volta che percorreremo la Sua Riviera e la sua voce riecheggerà nelle nostre orecchie. Un vuoto incolmabile che però possiamo colmare pensando ad una donna meravigliosa che, guardano il mare fra Scilla e Cariddi, possa sempre dall’alto vedere brillare la fiamma della passione per questa meravigliosa Città.

E forse il ricordo più eloquente di Maria è rappresentato dall’epitaffio che Lei stessa vergò pochi anni addietro e che di Lei ci parla compiutamente:

 

Mare fu intorno nella salsa via
A vele sciolte spesso me ne andai
Rimurginando con l’anima mia
In pianto, in riso e miseranda assai
Al sole, ai venti versi decantai

Celando della terra guai e guai
Orfana non fui signori miei
Solo con Cristo a notte parlottai
Timone retto del mio stanco pensiero
Alcoa di pace alla “veste” che lasciai.

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.