Marina di Lipari: traghetto scandinavo impiegato, ottantasei anni dopo il varo, alle Isole Eolie

di Attilio Borda Bossana

Asa-Thor, 1931

I turisti che nel 1953, scelsero come metà delle loro vacanze le Isole Eolie, furono novanta e già due anni dopo il loro numero era divenuto prossimo ai duemila; tra quei primi nuclei di visitatori molti furono gli scandinavi come attesta il reportage pubblicato nel 1955, sul numero 21 della rivista Vita Italiana, edita dall’Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Bergamo. Le immagini di allora, raccolte dallo scrittore e giornalista toscano Raffaele Brignetti, nativo dell’isola del Giglio, raccontano degli anni in cui le isole Eolie iniziavano ad aprirsi all’industria del turismo internazionale, favorita dagli echi delle produzioni cinematografiche. I viaggi di quei visitatori furono certamente lunghi per raggiungere l’arcipelago eoliano, ma mai quanto quello di un traghetto scandinavo che per essere utilizzato nei collegamenti con le Eolie, attese ottantasei anni dopo il suo varo.

Città di Pozzuoli, 1958

Era il traghetto Marina di Lipari, la più longeva nave mai impiegata nei collegamenti tra la Sicilia e le Eolie, che restò attiva sino a metà degli anni settanta, per il trasporto combustibili e merci pericolose sulla tratta Milazzo-Lipari, operando per la Società Navigazione Insulare S.p.A. di Messina che l’aveva acquistata nel 1970, dall’armatore montese, Antonino Colandrea. Fu il primo traghetto autorizzato al trasporto delle autocisterne per combustibili, archiviando la stagione in cui il carburante arrivava alle Eolie con i fusti. Per agevolarne l’approdo a Vulcano fu necessario abbassare il fondale del pontile e rendere così sicuro lo sbarco dei mezzi con merci pericolose. In Campania veniva utilizzato con il nome Città di Pozzuoli come traghetto, primo vero ferry, immesso in servizio nel 1958, per i collegamenti Pozzuoli, Procida e Ischia, fino ad allora assicurati con motobarche in legno, usualmente chiamate i “motori”. Quella nave dalle origine scandinave, era giunta a Milazzo ottantasei anni dopo il suo varo, avvenuto nel 1884 nei Cantieri Dockyard di Copenaghen, commissionata dalla Reale Marina Danese e denominata Minekrane IV -gru per mine numero 4-, mezzo antesignano per posizionare in mare le mine, con una argano a prua. Il “posamine” che aveva un equipaggio di venti uomini, dislocava 160 tns, lungo 26.25 metri, largo 5.65 metri, con un pescaggio di 1.80 metri, e con la potenza motore di 160 hp raggiungeva la velocità di 8 nodi. Il suo armamento era costituito da due cannoncini da 37 mm e l’equipaggio era composto da 20 uomini.

Volantino pubblicitario dei servizi di Nordisk Rute & Færgefart di Copenaghen

Nel 1930, radiato dalla marina danese, fu acquistato dalla AS Nordisk Rute & Færgefart di Copenaghen, di proprietà di Albert Jensen, e nella primavera del 1931 presso i cantieri Howaldswerken di Kiel, in Germania, trasformato in traghetto, lungo 34.8m, largo 8.65m, con un pescaggio di 2.45 metri e un nuovo dislocamento di 142 tns. Il castello con sala comando e timoneria, fu spostato a poppa in modo da ottenere oltre metà del ponte libero per l’imbarco e lo sbarco di circa dieci veicoli, attraverso due rampe, una a prua ed un’altra a poppa. L’unità fu dotata anche, sotto la plancia comando, di una sala da pranzo con sei tavoli, un locale per non fumatori ed un chiosco. Il 12 giugno 1931, salutato dal suono della banda del Reggimento di Ussari svedesi “Scania”, il traghetto denominato Asa-Thor, parte per il suo viaggio inaugurale sulla linea Helsingborg (Svezia) – Helsingor (Danimarca). Fu il primo vero traghetto su quella rotta e con le ventidue traversate nei giorni feriali e 26 la domenica ed i festivi, conquistò l’interesse dell’utenza raggiungendo, durante il periodo estivo, il traghettamento di circa 500 vetture tra le due città. Fermo a Copenaghen durante la pausa invernale, gli fu rimosso il motore a vapore e sostituito con un diesel da 320 cavalli che gli permise di raggiungere una velocità di 10 nodi, rientrando in esercizio, nella primavera del 1932. Fu operativo sino al 1941 quando, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, fu requisito dalla Kriegsmarine ed utilizzato per trasportare le truppe tedesche destinate in Finlandia. Nel luglio 1942 l’Asa Thor trasferito a Kiel (Germania) dove fu armato con alcune mitragliere, ed attrezzato come dragamine ausiliare, ricevendo la sigla JBe03 (Jütland, Hafenschutzflottille Kleiner Belt 03 – Battello n. 3 della flottiglia per la protezione dei porti dello Jutland). Nel gennaio 1944, per mutato riutilizzo, riceve la sigla Vs403 (Vorpostensicherungsflottille 403 –Battello avamposto n. 403 della Flottiglia di guardia).

Marina di Lipari a Milazzo

Concluse le vicende belliche, ritornò nel 1945 in Danimarca per riprendere i collegamenti sulla linea Helsingør – Helsingborg; due anni dopo nel novembre 1947 fu venduto alla AS Rudkøbing – Vemmernæs Färgerute di Rudkøbing che lo sottopose ad un nuovo più radicale restyling nel cantiere navale di Gråsten. Per aumentarne la capienza venne rialzato il ponte principale, e rimase per l’imbarco il solo portellone di poppa, zona in cui venne alzato un castello a ponte, su cui era posizionato il ponte di comando. Ribattezzato Siösund, il suo dislocamento passò a 176 tsl, la lunghezza a 35. 96 metri, per poter imbarcare 18 auto e 300 passeggeri. Operò, indicato con l’appellativo comune di Lange Maren, lunga estate, per i collegamenti tra Rudkøbing, sull’isola di Langeland e Vemmeraes, sull’isola di Tasinge. Nell’ottobre del 1957 il traghetto fu quindi venduto all’armatore campano, Antonino Colandrea, che lo trasferì dalla Danimarca dopo una lunga e avventurosa traversata attraverso il canale di Kiev, il mar del Nord, la Manica, il Golfo di Biscaglia, l’Atlantico iberico, lo stretto di Gibilterra, il Mediterraneo occidentale ed il mar Tirreno. Ribattezzato, Città di Pozzuoli, fu adibito al collegamento marittimo tra Pozzuoli, Procida ed Ischia, acquisendo anche in quest’area, come nel 1931 nei collegamenti tra Helsingborg e Helsingor, il merito di essere stato il primo vero ferry nella storia dei collegamenti tra Ischia ed il continente.

Marina di Lipari, anni settanta

Quattro anni dopo, nel 1961 viene ceduto all’armatore Nicola Monti di Casamicciola, per il trasporto auto tra Pozzuoli e le isole Flegree. Nel 1970 fu venduto alla Società Navigazione Insulare S.p.A. di Messina, armatori poi ricostituitisi con la NGI, e ribattezzato Marina di Lipari, per essere impiegato per qualche anno per i collegamenti tra Milazzo e le Isole Eolie, e infine utilizzato per il trasporto combustibili e merci pericolose sempre per le rotte eoliane, con livrea blu e attrezzatura antincendio, sino al 1975, prima di essere disarmato a Messina e poi avviato alla demolizione nei cantieri di Palermo, a novant’anni dal varo.

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