“Marte, ricerca a 360 gradi sul pianeta rosso”

di Sergio Spadaro

Una slide del Dott. Azzaro

Nelle attività del CUN Messina, il 3 dicembre scorso, si è svolta la conferenza dal titolo “Marte, ricerca a 360 gradi sul pianeta rosso” nella quale il tema trattato è stato proprio il pianeta Marte.
Dopo un minuto di raccoglimento per il grave incidente avvenuto a bordo della nave Sansovino e una breve introduzione di Antonio Morreale, direttore della Sezione di Messina del Centro Ufologico Nazionale, il Sindaco della Città Metropolitana, prof. Renato Accorinti ha aperto i lavori coi saluti di rito mentre il Commissario Straordinario, dott. Filippo Romano, ha inviato i propri saluti non potendo partecipare a causa di impegni sopraggiunti. Antonio Morreale ha quindi ringraziato in modo particolare la responsabile scientifica del Planetario “Pythagoras“ di Reggio Calabria, prof.ssa Angela Misiano, il vicepresidente del Cun Sicilia, Davide Ferrara, gli studenti, i professori presenti e le dirigenti scolastiche, in particolare dell’Istituto Tecnico Nautico “Caio Duilio”, prof. ssa Maria Schirò e del Liceo Scientifico “Seguenza”, prof. ssa Lilia Leonardi che hanno aderito e divulgato l’iniziativa.

I relatori

Prima dei relatori, ha preso la parola Rosaria Landro, coordinatrice del Cun Messina, che ha spiegato i compiti e le finalità del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale) ed ha poi proposto alla platea due momenti tratti da due diverse interviste a un grande premio Nobel italiano per la Fisica, ovvero il prof. Carlo Rubbia, la prima rilasciata nel 1987 e la seconda quasi 30 anni dopo in occasione della celebrazione dei “60 anni di Scienza per la Pace” che ha avuto luogo al CERN di Ginevra (il 29 settembre 2014) in cui ribadisce, come nella prima intervista, la sua apertura alla possibilità di vita extraterrestre. Un altro breve filmato, sempre introdotto da Rosaria Landro, è stato quello che ha illustrato uno dei progetti legati all’esplorazione dello Spazio dell’arch. Arturo Vittori, architetto e designer conosciuto a livello internazionale, autore nella nostra città della pregevole Opera “La Fenice” in Piazza della Memoria.
Fra i suoi progetti appunto “Mars Cruiser One”, un rover abitabile pressurizzato, progettato per consentire l’esplorazione di Marte durante le future missioni spaziali. Il veicolo è un laboratorio progettato per ospitare 3 astronauti per un massimo di due settimane prima di tornare alla base principale.

Una slide del Dott. Rizzo

Anche questa volta degli ospiti molto qualificati come il geol. Vincenzo Rizzo, ricercatore del CNR, che con un lavoro, pubblicato fra l’altro sulla prestigiosa rivista International Journal of Una slide del Dott. RizzoAstrobiology, nella relazione dal titolo: “Vita su Marte? Paralleli micro-meso e macrostrutturali tra rocce microbialitiche terrestri e sedimenti marziani”, mette in luce come tra le microbialiti terrestri (tipologia di rocce sedimentarie costruite da microrganismi) ed i sedimenti marziani, formatisi in ambienti geologici compatibili, esistono affinità strutturali, non solo a livello microscopico, ma anche a livello meso e macroscopico con particolare riferimento a quelle strutture qualificanti che sono conseguenza della peculiare attività microbica.
Altro realtore come l’ing. Giuseppe D’Agostino del Planetario Pythagoras di Reggio Calabria, con la sua relazione “Journey to Mars”… “Destinazione Marte”. “Mars is there, waiting to be reached …Marte è lì a soli 80 milioni di chilometri, in attesa di essere esplorato dall’uomo . L’ing. Giuseppe D’Agostino nel 2013 fece parte del progetto HORUS che prevedeva il lancio nella stratosfera terrestre di un pallone sonda gonfiato con elio a una altezza di circa 40000 metri con tanto di strumentazione scientifica, compresa una telecamera che avrebbe ripreso tutto il volo.
Fuori programma, il ricercatore Maurizio Azzaro, del CNR di Messina con una preziosa ricerca attinente al convegno dal titolo: “Brine nel continente antartico e possibili analogie con le condizioni di Marte”, pubblicata nel settembre scorso sulla rivista “Scientific Reports”.
Le brine sono soluzioni di sale in acqua, di solito cloruro di sodio ma anche di altri tipi di cloruri.
L’interesse per le brine in ambienti estremi e freddi è recentemente aumentato perché esse possono essere potenziali nuovi habitat nel sottosuolo per ecosistemi peculiari in Antartide, ma che sicuramente, anche di fronte alle risultanze di questa ricerca, potrebbero trovare molte analogie in ambienti marziani.
Alla fine, molte le domande fatte dal pubblico ai ricercatori in una mattinata vissuta davvero all’insegna della ricerca scientifica.

 

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