“Messina la capitale dimenticata”: presentato a Palazzo dei Leoni il nuovo libro di Alessandro Fumia

di Giusi Mangione

È stata presentata a Palazzo dei Leoni, in occasione della “Notte d’Arte”, l’ultima opera dello storico Alessandro Fumia: “Messina la capitale dimenticata”.

“Un pozzo di notizie inedite e ben documentate, che finalmente ristabilisce la verità dei fatti perché, purtroppo, la nostra memoria storica e civica è stata cancellata del tutto” ha voluto sottolineare il professore Franz Riccobono, che ha introdotto la presentazione.

Un libro impegnativo che ha comportato per l’autore più di un anno e mezzo di lavoro per approfondire le cinquecento fonti consultate; da questa fatica hanno preso vita 15 capitoli che affrontano 200 argomenti, trattati utilizzando solo il 15 % della documentazione acquisita. Un impegno che Fumia ha condotto con la consueta passione e l’acume investigativo che da sempre lo contraddistinguono, tenendo sempre presente la finalità di far conoscere i fatti e, secondo un orizzonte più ampio, la necessità di dare continuità alle iniziative che da oltre 15 anni vengono portate avanti per il recupero della Real Cittadella.

Molto è stato scritto su alcuni aspetti della storia messinese, per esempio sul terremoto del 1908 e sugli anni successivi, invece altri momenti sono ancora poco o per nulla conosciuti, come bloccati in una sorta di limbo. La difficoltà di reperire “in loco” la documentazione è stata uno degli ostacoli  maggiori che Fumia ha affrontato e risolto concentrando la sua ricerca negli archivi storici di altri paesi, soprattutto in Inghilterra ed i risultati ottenuti sono sorprendenti. Ne risulta una città “capitale”, centro strategico per gli scambi commerciali e fulcro di strategie finanziarie che ne amplificavano l’influenza ben oltre il confine del Regno delle Due Sicilie. Anche la Calabria e gli aspetti storici meno conosciuti che coinvolgono i territori di Crotone, Cosenza e di Reggio, con il quale c’è sempre stato un legame assolutamente inscindibile, sono oggetto di un’acuta analisi che utilizza la documentazione ritrovata per ricostruire la fitta rete di connessioni commerciali e culturali che caratterizzavano la Messina dell’epoca.

Il risultato è un’opera che apre gli occhi, dati alla mano, su ciò che è stata la “capitale” Messina e offre un insegnamento e un percorso di rinascita e sviluppo per il futuro.

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