Messina, sul mare e nei cieli. Navi e aerei intitolati alla Città dello Stretto

di Enzo Caruso

Nel racconto della Genesi, al momento della Creazione, Adamo riceve da Dio la facoltà di dare un nome alle cose e agli esseri viventi del Creato. Ciò che sembrerebbe un ingenuo racconto e che potrebbe evidenziare quasi un “elemento poetico” nasconde in sé un alto valore antropologico.

Nel pensiero antico, il nome è un attributo mistico e potente e l’azione di “dare un nome” assumeva un importante significato, che nella cultura moderna si è gradualmente affievolito fino a svilirne il valore. Nel racconto biblico, Dio non riserva per sé la prerogativa di “nominare tutte le cose”, ma delega l’uomo a questo meraviglioso atto. Tale azione racchiude in modo implicito la facoltà, come “creatura superiore”, di dominare, gestire ed esercitare una responsabilità del proprio potere.

Sono rare, oggi, le occasioni in cui riscopriamo il valore e l’importanza di assegnare un “nome nuovo” alle cose: in occasione di scoperte scientifiche, alla nascita di un bambino e nella particolare circostanza del varo di una nave. Il nome di una nave ha un valore intrinseco e altamente simbolico: ogni nave diventa infatti ambasciatore nel mondo della bandiera che inalbera e del nome che porta.

Già in passato Messina ha avuto l’onore di dare il proprio nome a mezzi di trasporto aero-navali. E’ il caso dell’aeroplano “Messina” realizzato con una petizione popolare nel 1911 per “donare Ali all’Italia” per la costituenda Aeronautica Militare; partecipò alle operazioni di sorvolo nella guerra Italo-Turca (1911-1912) e venne abbattuto durante la I Guerra Mondiale. Nel 1992 un aereo della Società “ATI” (Aereo Trasporti Italiani) venne battezzato con il nome della città di Messina durante una cerimonia inaugurale di cui è stata trovata recentemente traccia.

Il piroscafo Città di Messina silurato nel 1916

Tra il 1909 ed il 1910, fu invece costruito  il piroscafo “Città di Messina”; faceva parte, insieme al Città di Palermo, Città di Siracusa e al Città di Catania, di una serie di quattro veloci piroscafi passeggeri ordinati dalle Ferrovie dello Stato,  adibiti alle linee Napoli-Palermo e Napoli-Messina; requisito dalla Regia Marina e armato come incrociatore ausiliario, venne impiegato durante il conflitto Italo-Turco e nella Grande Guerra. Fu silurato da un U-boote austro-ungarico il 23 giugno 1916 nel Basso Adriatico.

Una nuova nave ricevette poi il nome di “Messina” nel primo dopoguerra; costruita presso l’Arsenale Militare di Taranto, per conto delle FF. SS., fu varata nel giugno 1924. Dopo il suo impiego nella II Guerra Mondiale, esercitò il servizio di linea fino alla sua demolizione avvenuta nel 1985. E infine, anche il moderno rimorchiatore della ditta Picciotto-Capiece, attualmente in servizio nel porto della città che gli ha dato il nome, è intitolato a Messina.

Encomiabile è dunque l’impegno profuso da Giovanni Russo, nella qualità di presidente dell’Associazione “Ferrovie Siciliane” e promotore del Comitato “Pro Nave traghetto Messina”, affinché la nuova nave traghetto delle Ferrovie dello Stato Italiane, entrata in servizio il 29 luglio 2013, venisse intitolata alla città dello Stretto.

Un lungo percorso iniziato nel 2009 che ha condotto, per mezzo di una petizione popolare, al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo. Un traguardo che, oltre a fare onore alla nostra città, è certamente espressione di grande amore e attaccamento alla propria terra, desiderosa di riacquisire quella identità che le compete per essere stata nei secoli, con il suo porto, “la regina dello Stretto” e il baricentro delle principali rotte mercantili e militari nel Mediterraneo.

Un opuscolo edito dall’Associazione “Ferrovie Siciliane”, ha consentito di ripercorrere questa affascinante impresa e a documentarne le tappe.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.