Messina tra i dipinti circolari del “Teatro Panorama” di Leicester Square a Londra

Stampa che riproduce tela dedicata a garibaldidel teatro panorama

di Enzo Caruso

Il programma di sala della Rappresentazione di Messina al Teatro Panorama di Leicester Square di Londra. 20 luglio 1811 (Coll. Serraino)

Il casuale ritrovamento di una inedita, quanto insolita stampa di Messina riferita al 1810, acquistata, dal mio amico Giorgio Serraino, in un mercatino dell’usato di Londra al prezzo di 60 sterline, ha condotto ad una originale ricerca che ha evidenziato aspetti storici e alquanto curiosi riferiti alla fama che la nostra città aveva presso gli inglesi nel XIX secolo.

La parola PANORAMA, che si legge al centro di questa particolare cartina, potrebbe istintivamente indurre in un errore molto grossolano, se ci si limitasse a considerare la mappa come un semplice disegno paesaggistico della costa messinese. Un’attenta e puntuale indagine rivela invece che la stampa si rifà ad una rappresentazione pittorica realizzata nel luglio 1811 presso un particolarissimo e originale Teatro, chiamato “PANORAMA”, esistente a Londra nella famosa piazza di Leicester Square.

Il Teatro Circolare Panorama

L’inedita stampa ritrovata a Londra risulta essere in effetti il “programma di sala” dello spettacolo visivo relativo alla veduta di Messina rappresentato a Londra nel 1811 che si rifà al tentativo di sbarco delle truppe francesi di Gioacchino Murat sulle spiagge di Mili, avvenuto il 18 settembre 1810 e respinto dagli inglesi. Attraverso la legenda, allegata al programma, il visitatore aveva la possibilità di individuare sulla costa messinese, in una veduta a 360 gradi, non solo i numerosi monumenti e le bellezze della città, ma indirettamente, la dislocazione delle truppe di occupazione inglesi e la difesa costiera che era stata approntata per fronteggiare l’atteso attacco dell’esercito francese.

Questi fatti storici (approfondimento), unitamente a quelli in cui l’Impero britannico, in un modo o nell’altro, era stato protagonista, venivano rappresentati al Teatro PANORAMA che si caratterizzava per la particolare invenzione del suo ideatore, Sir Robert Aston Barker. Nel 1787, Barker (1739-1806), pittore ritrattista irlandese, aveva ideato un’originalissima forma di spettacolo che prevedeva la visione a 360 gradi di scene panoramiche all’interno di una struttura circolare di circa 30 metri di diametro entro la quale il pubblico, da una piattaforma centrale, aveva la possibilità di ammirare il paesaggio di famose città europee o scene di celebri battaglie, dipinte su oltre 900 metri quadrati di tela, alta 9 metri, distribuita sulle pareti.

Robert Aston Barker inventore del Panorama

La storia racconta che Barker, nel realizzare nel 1787 il dipinto della città di Edimburgo, ebbe l’idea di riprodurre la scena su una grande tela da appendere tutto intorno alle pareti interne di una grande struttura cilindrica. L’idea era che un osservatore, al centro di questo grande cilindro, sarebbe stato circondato da una vista senza la percezione dei confini di una regolare cornice di un quadro. In questo modo, la scena dipinta avrebbe riempito completamente il campo visivo dell’osservatore rendendo l’effetto più vicino possibile alla realtà. Si realizzò così la prima realtà virtuale immersiva.

L’ideazione, inizialmente fu denominata Nature à coup d’oeil, (la natura in un colpo d’occhio) e successivamente nel 1792 venne coniato il termine di Panorama, etimologicamente derivata dal greco (pan = tutto insieme e orama = veduta). Barker intuendone da subito le potenzialità non solo espressive ma soprattutto economiche, brevettò a Londra nel 1787 l’invenzione e la sua applicazione pratica. I panorami circolari, abilmente dipinti e illuminati dall’alto dalla luce del giorno, davano l’illusione a coloro che stavano in piedi sulla piattaforma centrale di far parte integrante del paesaggio. Questa forma di spettacolo proposta da Barker e dai suoi successori tra il 1794 e il 1863, venne in seguito imitata da altri imprenditori che la diffusero negli anni in tutta Europa e in America dove, tra il 1840 e il 1850, fu introdotta con il nome di Cyclorama.

Ambienti interni del Teatro Panorama

Il Teatro circolare di Leicester Square misurava 11 metri d’altezza ed era stato realizzato in modo da consentire la visualizzazione simultanea di due panorami, montati su due piani sovrapposti.

I visitatori venivano ammessi attraverso un percorso buio al fine di aumentare l’effetto sorpresa e la sensazione di entrare in un mondo surreale. Il tetto, a forma di ombrello, consentiva alle scene dipinte di essere illuminate da una luce naturale che entrava direttamente al di sopra delle tele. Questa particolare forma di illuminazione evitava che le ombre dei visitatori si proiettassero sul dipinto con conseguente interruzione dell’illusione. I limiti inferiori e superiori del campo visivo venivano drappeggiati in modo da rendere la vista infinita. Il Teatro era aperto al pubblico dalle 10 del mattino fino al tramonto e il biglietto d’ingresso era di 1 scellino. Quando si rappresentavano i panorami delle battaglie navali, la piattaforma dei visitatori era a volte costruita in modo da somigliare al ponte di una nave.

La costruzione di un Panorama nel 1830

Alla morte di Robert Barker, suo figlio Henry continuò a portare avanti l’attività con l’impegno di onorare la memoria del padre, garantendo lo stesso rigore e fedeltà nella realizzazione dei dipinti. Il Teatro circolare di Leicester Square fu chiuso nel 1863 per essere demolito dai lavori di realizzazione della metropolitana, quando questa forma di intrattenimento subì il suo più grande declino con l’avvento della fotografia e successivamente delle immagini in movimento. Grazie all’invenzione di Barker la gente, senza la necessità di dover viaggiare ebbe l’occasione, per quasi settant’anni, di ammirare gli splendidi paesaggi di Parigi, Dover, New York City, le Cascate del Niagara, Amsterdam, la scalata del Monte Bianco, Malta, Edimburgo, Costantinopoli, Losanna, Venezia, l’isola d’Elba, Pompei, Palermo, Napoli, Firenze, Roma, Milano e il Lago Maggiore e, sorprendentemente, Messina.

Il panorama di Messina fu aperto al pubblico il 20 luglio 1811, come evidenziato dall’inserzione pubblicitaria apparsa sul principale quotidiano londinese The Times e le rappresentazioni proseguirono per circa un anno. Successivamente si tenne una ultima rappresentazione nel dicembre 1860, quando i Barker avevano già ceduto il teatro al fidato assistente Mr. Burford. Uno spettatore racconta: Mi è capitato di vedere i panorama di Mr. Barker dell’assedio di Flushing, e della Baia di Messina. Essi sono talmente ben dipinti da essere quasi un inganno…. poichè si estendono in forma circolare tutto intorno alla sala. Gli spettatori sono posizionati nel centro, l’effetto è davvero impressionante. Io, in realtà, indossai il mio cappello con la sensazione di essere all’aria aperta. Queste immagini mostrano entrambe le sezioni della prospettiva in modo perfetto; rimasi talmente ingannato da non potermi rendere conto di quanto fosse distante la tela da miei occhi; da una posizione sembra distante 30 miglia e da un’altra pochi centimetri; l’effetto è talmente stupefacente che può venire soltanto da una rigorosa e fedele riproduzione della Natura.

Sezione del Teatro Panorama in una immagine del 1789

Il programma di sala del “Panorama di Messina” è una insolita rappresentazione a 360° di Messina e dello Stretto, contiene al centro una serie di informazioni sullo spettacolo che si teneva al Teatro di Mr. Barker in Leichester Square, ovvero “spiegazione della meravigliosa vista di Messina presa dalla Lanterna e dipinta su 10.000 piedi quadrati di tela da Henry Baston Barker ora esposta nella grande rotonda in Leichester square”. Tutto intorno, a chiudere, vi è una legenda con specificati ben 39 punti di interesse, che lo spettatore all’interno del teatro, poteva facilmente individuare sulla tela durante la visione del Panorama. Sono evidenziati tutti gli edifici e luoghi principali della città quali chiese, conventi, fortificazioni, vie di comunicazione, fiumare ed in genere tutti i luoghi simbolici dello Stretto e di maggior interesse, per le notizie riferite alla situazione militare dell’epoca, completano la rappresentazione l’indicazione delle cannoniere britanniche e francesi in azione e il gorgo di Cariddi.

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