Milazzo, lo scheletro del capodoglio Siso inaugura il Museo del Mare

di Giuseppe Spanò

Sarà inaugurato stasera, alle ore 21.30 al Castello di Milazzo, il Museo del Mare.

Si tratta di un traguardo tanto atteso per il biologo Carmelo Isgró: un sogno che ha visto come punto di partenza il Siso Project – Sostieni il Progetto Capodoglio Siso e che adesso si concretizza nella realizzazione di un vero e proprio Museo del Mare che sarà fruibile a tutti.

Sabato 10 e domenica 11, all’interno del MuMa si svolgerà il Siso Film Festival, una rassegna di film e documentari a tema ambientale e naturalistico con ospiti illustri.

Domenica 11 la serata sarà associata all’apertura del Mish Mash Festival, evento plastic free in linea con la filosofia del SisoProject.

Nel Museo verrà esposto al pubblico, all’interno del suggestivo “Bastione di Santa Maria” dell’antico Castello di Milazzo, lo scheletro del capodoglio Siso, giovane maschio di 10 metri che nell’estate del 2017 è rimasto impigliato con la pinna caudale in una rete illegale a largo delle Isole Eolie.

L’idea lanciata sempre da Carmelo Isgrò, componente del CTS del Museo, si è potuta realizzare grazie ad una sinergia tra il Museo stesso nella persona del suo Direttore, prof. Filippo Spadola, e del conservatore della sezione zoologica-faune marine dott. Mauro Cavallaro ed il Comune di Milazzo, con la stipula di un protocollo di intesa finalizzato all’esposizione del reperto.

Fondamentale ruolo ha giocato, per la realizzazione del progetto, il Servizio Cites Territoriale dei Carabinieri di Catania, coordinato dal Comandante Parisi, che ha rilasciato la certificazione CITES in considerazione del fatto che il reperto è tutelato dalla convenzione internazionale di Washington.

Lungo le coste di Capo Milazzo, dove la carcassa di Siso è stata trasportata dalle correnti, il biologo Isgrò, sotto l’egida del Museo della Fauna dell’Università degli Studi di Messina, ha scarnificato circa 10 tonnellate di carne del capodoglio, con la finalità di recuperare le ossa.

Lo scheletro è stato sospeso in aria con dei cavi, riposizionando la rete illegale che l’ha ucciso e la plastica che è stata trovata all’interno dello stomaco, con l’obiettivo di sensibilizzare l’utenza affinché la tragedia della morte di questo nobile animale, possa condurre ad un momento di riflessione e crescita per tutti.

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