Mostra “ZEITSPACE” di Gianfranco Anastasio, alla Cappella dell’Incoronazione di Palermo

di Anna Giuffrè

“La pittura si vede / e dipingere è voler vedere senza procura / pensare con gli occhi / in uno scarto di tempo anticipato sulle parole” Gianfranco Anastasio

Il Polo Museale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo ospita la mostra “ZEITSPACE” di Gianfranco Anastasio, curata da Marco Bazzini, realizzata con la collaborazione della Fondazione Horcynus Orca di Messina, fino al 24 marzo 2017. L’ inaugurazione giovedì 16 febbraio, alle ore 18, presso la Cappella dell’Incoronazione.

L’artista Gianfranco Anastasio, nasce a Messina nel 1956, si laurea in architettura nel 1985, nel suo lavoro è solito coniugare il sentimento della materia con l’analisi dello spazio, in una prassi pittorica che è insieme conoscitiva ed operativa e che rende visibili, in ogni opera, altri aspetti della realtà. Sua figura poetica ricorrente è la soglia intesa come metamorfosi, confluenza, attraversamento, luogo e tempo in cui le tensioni dialettiche si possono percepire nella loro coincidenza e distinzione.

Gli occhi per vedere

Nell’esposizione permanente della GAMeC “Lucio Barbera” della Città Metropolitana di Messina è presente l’opera Gli occhi per vedere (olio su tela, 167 x 150 cm) acquistata dall’Ente nel 1989, che fa parte della serie “Come le pietre”, caratterizzata dall’uso del bianco in tutte le sue sfumature, in cui l’autore sperimenta e propone un inedito rapporto con la superficie altra del muro. L’opera appartiene una tappa importante del percorso artistico di Anastasio, che per un decennio ha concentrato il suo lavoro sulla materialità del colore e della tela e su una tensione astratta “autoriflessiva” come evoluzione dell’Astrattismo.

Locandina

Nella mostra “Zeitspace” di Palermo, come si legge nel comunicato ufficiale, “Gianfranco Anastasio continua e rinnova con grande sapienza e originalità quella linea astratta della pittura che dal secondo dopoguerra ha caratterizzato molta arte siciliana. Infatti, la sua pittura è un interrogativo sulla pittura stessa, sulla sua presenza e il suo destino; sul suo passato e la sua dimensione futura. Le sue geometrie che si ripetono su campi diversi di colore, ama molto il rettangolo, non rinunciano all’emotività e non temono i pericoli di una silenziosa narrazione. Per lui la pittura non è idea ma piuttosto scrittura e corpo, ovvero e rispettivamente: tempo e spazio. E quindi, come recita il titolo, “zeit” e “space”: due parole tratte da lingue diverse saldate in una formula meticcia”.

Temporosso

Ed ancora, “La mostra è incentrata sul doppio registro della pittura come segno e scrittura da presentare come colore e gesto espressi sia nel corpo verticale del quadro sia nella forma del libro. Un tale progetto corrisponde alla tensione e convinzione, se vogliamo analitica e allo stesso tempo passionale, di una pittura che è sì superficie ma anche liberazione dalla bidimensionalità, di una pittura che conserva il suo lato etico oltre che estetico, apparizione senza inganno”.

Come afferma la Direttrice del Polo Museale, Valeria Patrizia Li Vigni “Prosegue l’attività espositiva del Polo presso il suggestivo spazio della Cappella dell’Incoronazione di Palermo, uno spazio laboratorio dedicato alle sperimentazioni e alle riflessioni sui diversi linguaggi del contemporaneo. In questa mostra la ricerca portata avanti dall’artista siciliano Gianfranco Anastasio sulla pittura, come “corpo e scrittura”, entra in stretto dialogo con un “gioiello” dell’architettura arabo normanna, valorizzandolo, ed è anche questo un nostro obiettivo ”.

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