Museo regionale, al via la mostra “Mediterraneo Luoghi e miti Capolavori del Mart”

di Sergio Spadaro

In attuazione della seconda fase dell’Accordo di Art sharing, a seguito del prestito di tavole antonellesche per la mostra roveretana del 2014, sottoscritto dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana con il Mart, Museo di Arte moderna e contemporanea Rovereto, diretto da Gianfranco Maraniello, e dopo la significativa mostra dedicata al Futurismo di Depero, allestita nell’autunno del 2015, si è individuato ancora nel Museo Interdisciplinare di Messina il sito più idoneo all’ospitalità della mostra “Mediterraneo Luoghi e miti Capolavori del Mart”, curata da Nicoletta Boschiero, in esposizione dal 9 dicembre 2016 al 5 marzo 2017.

“Siamo consapevoli – scrive in catalogo l’assessore regionale dei Beni culturali Carlo Vermiglio – che nessuna struttura museale, pur disponendo, come in questo caso, dei grandi numeri quanto a superfici ed opere esposte, può isterilire il proprio ruolo privando l’utenza di attività collaterali di aggiornamento culturale, mentre si riconosce al museo messinese il plusvalore di un satellite funzionale e suggestivo come la ex Filanda Mellinghoff, da oggi destinata esclusivamente all’accoglienza di eventi temporanei”.

La proposta espositiva del Mart trova massima coerenza, segnala il direttore Caterina Di Giacomo presentando la mostra, nell’ambientazione di un Museo siciliano e segnatamente a Messina, città che gode di una posizione strategica nel Bacino del Mediterraneo, testa di ponte delle civiltà interagenti nel Mare Nostrum e come dimostra l’etereogenità e tipologia del patrimonio del Museo regionale, depositario dello straordinario connubio di tradizione classica e proiezione cosmopolita.

L’importante selezione, introdotta dalla splendida carta nautica del Museo regionale in pergamena del 1646 con gli Stati del Mediterraneo e allestita da Gianfranco Anastasio, presenta un centinaio di opere provenienti dalle collezioni del Mart, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, raggruppate in sezioni tematiche (Mediterraneo, il Mito, Archeologia, Terra, Segno/Scrittura, Casa, Istinto/Carnalità, Migranti) che hanno come filo conduttore il Mediterraneo. Si tratta di dipinti e sculture eseguite tra il 1913 e il 2005 da mastri dell’arte italiana.

A queste opere prelude una serie di fotografie tratte dallo straordinario ciclo di immagini che Mimmo Jodice dedica, nella prima metà degli anni Novanta, al Mare Nostrum: un viaggio che dalla Sicilia alla Turchia, passando per il Nord Africa, racconta la storia del Mediterraneo e introduce gli altri temi. Questioni fondanti del linguaggio artistico del ‘900, a cominciare dal ritorno alle origini e ai linguaggi arcaici, alla fascinazione dei miti, alla manipolazione della materia, alla dimensione privata che vede protagonisti il cibo e l’eros, fino alla drammatica attualità di un mare attraversato dai migranti.

Il percorso espositivo comprende fra l’altro il significativo contributo siciliano all’evoluzione dell’arte moderna in ragione di uno spaccato sugli esiti di Forma I (opere di Sanfilippo, Accardi e Consagra), contraltare del Realismo Guttusiano, mentre l’argomento della mostra – il permanere nella produzione artistica del Novecento e fino agli inizi del nuovo millennio di un substrato classico dalle forti suggestioni – si avvale di un irrinunciabile spaccato dedicato alla Transavanguardia.

Il Mediterraneo ha rappresentato il punto di riferimento, sia come culla della classicità, sia come ricerca delle proprie origini per molti artisti operanti nell’età tra le due guerre, dai fratelli Giorgio e Andrea De Chirico (in arte Savinio), a Massimo Campigli. Emilio Vedova e Renato Guttuso raccontano il secondo dopoguerra quando prende forma sia una forte inclinazione figurativa, che attribuisce alla pittura una funzione altamente rappresentativa della realtà, sia una tendenza di segno opposto, astratta, e dilaga l’informale prevalentemente materico di Giulio Turcato, Jean Fautrier, Mimmo Rotella, Antoni Tapies fino a Giuseppe Capogrossi, più segnico-gestuale, mentre rimane vivo il “rimpianto” per una vecchia civiltà che sta scomparendo. L’indagine sulla superficie prosegue nelle opere di Lucio Fontana, oppure nelle scritte enigmatiche di Gastone Novelli. Gli artisti più contemporanei come Claudio Costa, Maraniello e Massini, Anselm Kiefer, autore dell’opera scelta per la campagna promozionale, hanno il compito prioritario di narrare la storia, anche quella più incresciosa, come quella di estrema attualità legata ai flussi migratori.

Opere di:

CarlaAccardi/RenatoBirolli/AlighieroBoetti/MassimoCampigli/GiuseppeCapogrossi/CarloCarrà/EnricoCastellani/FrancescoClemente/PietroConsagra/ClaudioCosta/GiorgiodeChirico/NicolaDeMaria/FilippodePisis/JeanFautrier/LucioFontana/RenatoGuttuso/Mimmo Jodice/Anselm Kiefer/Giuseppe Maraniello/Claudio Massini/Fausto Melotti/Giorgio Morandi/Gastone Novelli/Mimmo Paladino/Jean Paul Riopelle/ Mimmo Rotella/Antonio Sanfilippo/Alberto Savinio/Antoni Tàpies/ Arturo Tosi/ Giulio Turcato/Emilio Vedova

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