Novanta anni fa scalo a Messina del Neptunia, una delle prime navi italiane per le crociere in Mediterraneo

di Attilio Borda Bossana

Manifesto di una crociera del 1927

I cataloghi di quasi tutte le compagnie di navigazione sono colmi, come ultima tendenza del turismo sul mare, di itinerari brevi anche solo di qualche giorno. Sono soprattutto mini crociere nel Mediterraneo, con tariffe più basse destinate non solo a croceristi con budget limitati, ma anche a chi ha minore disponibilità di tempo o vuol tornare a ritmi meno veloci. Entrambi questi stili di vita dei viaggiatori del terzo millennio, riportano a quelle che erano le peculiarità delle crociere organizzate nell’ottocento dall’antesignano dei tour operator, Thomas Cook, fautore anche di crociere sul Nilo, e dal tedesco Albert Ballin, con la sua compagnia di navigazione Hapag Loyd, primo a realizzare navi esclusivamente per crociere.

Il viaggio di mare si mutò in crociera, dal 22 gennaio 1891, con la navigazione per cinquantasette giorni, in Mediterraneo, del lussuoso piroscafo Augusta Victoria, con cabine solo di prima classe per 241 passeggeri. Quell’epopea attirò molti turisti dagli Stati Uniti verso l’Europa e dopo l’esempio della Norvegia che destinò, per la prima volta, esclusivamente al turismo marittimo una nave, il Meteor, per escursioni ai fiordi, anche l’Italia guardò con intessere a quelle iniziative imprenditoriali nel settore marittimo.

Sbarco dei passeggeri con la lancia

La Sitmar, Società italiana di servizi marittimi, che nel 1913 si era costituita per tale tipologia turistica, definì la prima proposta di armamento di navi italiane, esclusivamente destinate alla crocieristica. Scartata l’idea di progettare e costruire una nave con tale finalità, la società decise di acquisire la Peer Gynt, nave di costruzione tedesca, appartenente all’armatore Wiktor Schuppe di Berlino, che ne stava programmando l’impiego per crociere in Mediterraneo. La nave (8800 tonnellate; 150 metri di lunghezza e 18 di larghezza; macchina a vapore a tripla espansione con velocità di servizio di 13,5 nodi) era stata varata, nel 1913, dai cantieri Vulkan yard Vegesack, di Bremen con il nome di Sierra Salvada per l’armatore Norddeutscher Lloyd. Fu impiegata come nave passeggeri-cargo, sulle rotte Germania-America meridionale potendo  accogliere  1650 passeggeri, per lo più emigranti, 120 in prima classe, 80 in seconda e 1450 in terza. Il 12 novembre 1913 fece la sua prima traversata da Bremen a Buenos Aires e prosegui il servizio fino al 1917 quando fu acquistata dal Lloyd Brasilero che la ribattezzò Avare. La nave rientrò in Europa nel 1922 e nel porto di Amburgo il 22 giugno si ribaltò causando la morte di oltre venti persone. Nei cantieri Viktor Schuppe di Stettino fu sottoposta a lavori di trasformazione in nave passeggeri e, nel 1923, fu rinominata Peer Gynt, dall’armatore tedesco Schuppe che la cedette alla Sitmar, appena il piroscafo approdò per la prima volta nel porto di Genova, per un’esperienza mediterranea.

La Neptunia a Malta

Gli armatori italiani la ribattezzarono, nel 1924, Neptunia scegliendo un nome che richiamasse mitologicamente il mare e che fosse facilmente pronunciabile da italiani e stranieri. Rinviati particolari interventi di restyling, evidenziando solo sui due fumaioli le stelle bianche del logo della compagnia, la nave fu pronta ad accogliere 380 passeggeri, in cabine a uno o due letti matrimoniali, salotti e bagni, saloni da pranzo e da ballo, giardino d’inverno, ponti attrezzati per gli sport del tempo, come l’altalena, i pattini, la scherma, le piastrelle, le funi. Il 21 gennaio 1926 salpò da Genova con rotta per Monaco, Algeri, Alessandria d’Egitto, Napoli per la prima vera rotta turistica mediterranea, attraversando lo Stretto di Messina sia nella crociera inaugurale e in seguito, tra il 18 marzo e il 9 aprile, quando fu aggiunto lo scalo di Malta.  Fu anche antesignana delle proposte di “escursioni a terra”, che per il territorio italiano erano gestite dall’Enit e negli scali esteri dall’agenzia Cook, con auto e guide. Quest’offerta ebbe successo già con la prima crociera registrando quasi cento passeggeri, la maggior parte tedeschi, svizzeri, austriaci, boemi, polacchi, belgi, spagnoli, inglesi e americani. Le vie d’Italia, la rivista mensile del Touring Club Italiano, dedicò a quella prima crociera, un ampio resoconto nel giugno 1926, firmato da Ulderico Tegani, con la considerazione finale che “un italiano partì sofferente e tornò guarito; così soddisfatto della sua esperienza che salpò con la crociera successiva”. “Una cavalcata stupenda o forse un magico sogno…”, si legge in quell’opuscolo che fa un ritratto per una nave descritta come “un albergo che naviga, un bastimento che fa del turismo, un piroscafo che compie delle crociere”.

Manifesto crociere con indicato il porto di Messina

Nel 1926, dopo quelle tre crociere sperimentali in Mediterraneo, la nave, dal 28 aprile a fine maggio, fu sottoposta a interventi di riassetto nei cantieri di Marsiglia, per prepararla alla campagna estiva di tre crociere nei mari del nord. Per la prima la Neptunia partì da Genova il primo giugno, effettuando scali a Barcellona, Algeri, Tangeri, Cadice, Lisbona, e dopo Immingham approdare ad Amburgo il 19 giugno per l’inizio della crociera vera e propria. Ventidue giorni con destinazioni Gudvagen, Molde, Narvik, Tromsò, Lyngseidet, Hammerfest, Berort Cape, Advent Bay, Green Harbour, King’s Bay, Cross Bay, Magadalene Bay, Trondhjem, Merok, Loe, Bergen e arrivo ad Amburgo l’11 luglio e il tredici a Immingham. Il 18 luglio la nave ripartì da Immingham per l’altra crociera di ventidue giorni di navigazione che terminò il 7 settembre, ad Amburgo e quindi il 13 agosto terza e ultima, con scalo finale sempre ad Amburgo. Nelle crociere del nord, oltre alle escursioni tra i fiordi, la novità a bordo rispetto alle crociere in Mediterraneo, fu l’imbarco dell’orchestra, diretta dal violinista Oreste Giacchino, musicista siciliano trasferitosi a Milano nel 1920, che dal 1932 al 1939 sarebbe stato il direttore dell’ensemble musicale del Rex.

Il porto di Messina nel 1927

Il successo dopo quella esperienza mediterranea e poi nei mari del nord, fu tale che la Sitmar programmò per l’inizio dell’anno e la primavera del 1927 sette altre crociere. La prima di 31 giorni dal 17 gennaio al 17 febbraio, da Genova, Monaco, Barcellona, Palma, Algeri, Tunisi, Tripoli, Alessandria, Caifa, Rodi, Costantinopoli, Pireo, Siracusa, Napoli, e Genova. La seconda, in tandem con il piroscafo Italia – il Grande espresso Europa- Egitto-  e quindi le altre sino a quella di tredici giorni, dal 13 maggio al 5 giugno, unica ed ultima, a toccare anche Messina, prima del rientro definitivo, dopo Napoli, a Genova.

La Neptunia

La nave, in quello steso anno, fu infatti veduta all’Hamburg America Line e rinominata Oceana, per riprendere i collegamenti marittimi tra la Germania e l’America, sino allo scoppio della seconda Guerra mondiale. Nel 1940 fu, infatti, requisita dalla Kriegsmarine, la marina da guerra del terzo Reich, e usata come nave alloggi a Gdynia e Stettino e poi nel maggio 1945, confiscata a Flensburg, quale bottino di guerra, dagli alleati. Mentre compieva il rimpatrio in Germania d’internati tedeschi, il 13 ottobre del 1945, nei pressi di Heligoland, subì danni dopo l’urto in navigazione, con una mina e fu trainata e quindi riparata nei cantieri di Amburgo. Nel 1946 le fu assegnato il nominativo di Empire Tarne, con bandiera della Gran Bretagna. Fu quindi assegnata all’Unione Sovietica, che la rinominò Sibir (Сибирь), impiegandola come nave deposito militare per la flotta sovietica del Pacifico, fino alla sua radiazione e demolizione nel 1963 a Vladivostock.

 

 

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