Obesità in età evolutiva

di Fabrizia Minciullo

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’Obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Siamo infatti di fronte a una vera e propria epidemia globale.

Un contributo sostanziale all’epidemia di Obesità e Sovrappeso sia nei Paesi occidentali che in via di sviluppo è stato dato dall’incremento nei consumi, sia in età evolutiva che adulta, di alimenti ad alta densità energetica ma di basso valore nutrizionale (alimenti con grasso visibile, soft drinks con dolcificanti calorici, prodotti da forno/snacks, dolciumi), cui ovviamente va aggiunta la forte contrazione dell’esercizio fisico regolare sia durante il lavoro che nel tempo libero e gli spostamenti dalla propria residenza.

In età pediatrica, l’obesità è un fenomeno non solo dilagante ma anche persistente: circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche in età adulta con una maggiore probabilità di sviluppare patologie non trasmissibili già da giovani. Grazie al sistema di sorveglianza “OKKIO ALLA SALUTE” (strumento promosso e finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con tutte le regioni italiane) è stato possibile, dal 2008-2009 ad oggi, raccogliere informazioni sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria, sul loro stato ponderale e sulle iniziative scolastiche che favoriscono la sana nutrizione e il movimento.

L’ultima rilevazione ha messo in evidenza che i bambini in sovrappeso sono il 21% mentre i bambini obesi il 9% con prevalenze più alte nelle Regioni del Sud e del Centro. Il sistema di sorveglianza HBSC (Health Behaviour in School-aged Children – comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare) del 2014 rispetto alla precedente rilevazione, ha messo in evidenza una riduzione del sovrappeso in tutte le fasce di età, in particolare tra gli 11enni e un lieve calo ponderale tra i 13enni obesi.

La maggior parte di essi tende a saltare la prima colazione, per mancanza di tempo o per abitudine consolidata dei genitori, cui spesso si associa la tendenza ad assumere alimenti in maniera frammentaria nel corso della mattinata e con un apporto calorico maggiore, molti non assumono porzioni adeguate di frutta e verdura, consumano spesso pasti fuori casa, utilizzano troppe bevande zuccherate e alimenti ad alta densità energetica, ricchi di grassi saturi e proteine animali. A questo si aggiunge il problema della sedentarietà: i bambini praticano sport soltanto un’ora a settimana e guardano la TV o giocano con i videogiochi più di 2 ore al giorno.

Per contrastare questo fenomeno, LA PREVENZIONE rimane l’unico mezzo efficace. E’ importante quindi:
rispettare sempre l’appuntamento con i 5 pasti della giornata;
alzarsi dieci minuti prima per godersi la prima colazione con tranquillità insieme alla famiglia;
mangiare tutto senza esagerare nelle quantità;
consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, variando spesso i colori e rispettando la stagionalità degli alimenti;
evitare o limitare i fuori pasto;
consumare un’alimentazione meno ricca di grassi;
bere acqua ed evitare il consumo di bevande zuccherate.

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