Palazzo dei Leoni, presentato il libro di Guglielmo Panebianco

di Giusi Mangione

I Caduti non muoiono sui campi di battaglia, ma quando sono dimenticati. È allora che il popolo dei vivi non è più degno del grande popolo dei Caduti

A conclusione del Maggio dei Libri è stata presentata l’opera di Guglielmo Panebianco “I figli caduti di Messina nella Grande Guerra del 1915-1918”, pubblicata da Di Nicolò Edizioni.

Un lavoro tenace di raccolta e di elaborazione di notizie; un’indagine scientifica condotta con entusiasmo pari al rigore adottato, perché ogni nome, richiamato nel libro, rappresenta una ferita dolorosa e mai sanata per le Famiglie coinvolte.

L’intento del lavoro di Panebianco è dare un nome, un’identità, una storia ai tanti uomini e ai tanti ragazzi messinesi coinvolti e travolti dalla prima Guerra Mondiale, come ha evidenziato il giornalista Eduardo Abramo, che ha moderato la presentazione.

Il risultato, coralmente apprezzato dai relatori e dal numeroso pubblico presente, “restituisce una pagina di memoria alla città di Messina” come ha sottolineato il Prof. Vincenzo Caruso, riavvicinando, dalle nebbie del passato, le storie di questi ragazzi, convinti ed entusiasti, che partirono per il fronte e solo lì scoprirono il risvolto spaventoso della guerra. Attraverso il lavoro di Guglielmo Panebianco, Messina riacquista un “patrimonio filiale” e aggiunge un tassello storico alle pagine meno conosciute.

Tante storie, tutte legate dalla guerra e dalla guerra recise. Come quella del sottoufficiale Campanella, che dalla scuola militare scriveva ogni giorno una cartolina ai familiari, con meticolosa precisione, fino al suo primo giorno di guerra che pagherà con la vita. Storie che non traggono la loro importanza dai “gradi militari”, sono storie che fanno riflettere su un bene spesso sottovalutato, la Pace, che va “gustato” come ha detto il relatore Pippo Previti.

Anche l’intervento del Colonnello Angelo Vesto ha aggiunto una toccante testimonianza personale alla presentazione del libro di Guglielmo Panebianco, ricordando le difficoltà di suo Padre per riportare a Messina i resti del Nonno, ora sepolti nel sacrario di Cristo Re ed il ricordo delle tombe dei soldati italiani caduti durante la prima guerra mondiale, incontrate durante le sue missioni, ed in particolare, in Ungheria.

Era presente all’incontro l’Associazione delle Famiglie dei Caduti e dei dispersi in Guerra, rappresentata dal presidente Prof. Cugno, che ha espresso grande apprezzamento per questo libro che tiene viva la memoria dei disastri dello scorso secolo e della guerra, perché non si dimentichi. In tal senso, uno degli auspici del Prof.Cugno è che la giornata del ricordo dei Caduti, già svoltasi a Firenze e Bari, venga celebrata anche a Messina.

Infine, l’Autore ha raccontato la genesi dell’opera, nata nel 2014 dalla curiosità di conoscere chi fossero i soldati indicati nel monumento ai Caduti collocato a Messina, nella frazione di Pace. Quei nomi hanno cominciato a raccontare la propria storia e da ogni ricerca se ne sono collegate altre, in una concatenazione che ha richiesto attenzione e forza. Oltre 16000 i nomi contenuti nell’Albo dei Caduti e già estrapolarne i “messinesi” è stata un’opera notevole. Ma Guglielmo Panebianco ha voluto approfondire ulteriormente la ricerca seguendo, uno per uno le loro esistenze fino al tragico destino. Così sono venute alla luce tante storie, alcune hanno trovato “il finale” come per Pietro Ilardo, registrato come “scomparso” ovvero prigioniero senza notizia della morte, la cui sepoltura è stata individuata a Budapest, grazie al lavoro dell’Autore.

In conclusione, preme ricordare che Il lavoro di Guglielmo Panebianco si fregia di un valore aggiunto, il ricavato delle vendite andrà in beneficenza all’ATCOM Associazione Trapiantati di cuore Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna.

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