Presentato il volume su monsignor Letterio D’Arrigo Ramondini “Rimango a Messina, non andate via”

di Rachele Gerace

foto-3Quando dopo il terribile sisma del 1908 che distrusse Messina, gli fu implorata la fuga da quella città fantasma l’arcivescovo e archimandrita del tempo, Letterio D’Arrigo Ramondini, rispose: “Rimango a Messina, non andate via”. Un pensiero che identificò la tenacia di quel pastore e che oggi è divenuta il titolo di un volume sulla sua figura la cui opera misericordiosa nei confronti di Messina prima, durante e dopo il terremoto, tardò ad essere riconosciuta. Lo scritto, realizzato dal pronipote del pastore Carmelo Miceli e inserito nella collana “Messina e la sua Storia” curata da Franz Riccobono e Mimma Vicidomini per la casa editrice EDAS, è stato presentato sabato 26 novembre nei locali del seminario arcivescovile “Pio X”. Si tratta di una raccolta di pregevoli documenti inediti, custoditi nell’archivio storico diocesano relativo al fondo D’Arrigo (ancora in fase di riordino).

L’autore ha tentato di far riemergere dall’oblio la figura di un uomo, oltre che di pastore il quale “è stato per troppo tempo ammantato di colpe che non gli appartenevano e avevano offuscato l’impegno eroico nei confronti di una città provata da una catastrofe senza precedenti”. Il testo è arricchito dai contributi degli storici dell’Ateneo messinese Antonio Baglio e Raffaele Manduca, di Dario Di Pasquale e della dott.ssa Melina Prestipino, già direttore del dipartimento di beni bibliografici e archivistici della Sovrintendenza ai beni culturali di Messina, la quale ha avviato il suo lavoro di ricerca proprio nel paese che ha dato i natali a D’Arrigo, Itala.
Al termine della presentazione alla quale sono intervenuti il delegato ad omnia monsignor Gaetano Tripodo e l’avvocato Antonino Crisafulli sindaco di Itala, si è svolta la cerimonia d’intitolazione del parlatorio del seminario, luogo destinato per lungo tempo al ricevimento da parte dei seminaristi dei familiari, all’arcivescovo D’Arrigo,. Oggi, la sala custodisce alcuni ritratti del presule, oltre a diverse opere scultoree e pittoriche di notevole pregio.
I lavori sono stati introdotti dal rettore del seminario monsignor Cesare Di Pietro il quale, nella prefazione all’opera, ha sottolineato come “le doti del presule e foto-2la sua carità pastorale, rifulgenti già nel decennio precedente al sisma, avessero toccato nel periodo della rinascita sociale e culturale della città picchi di eroiche virtù cristiane e civili”.

I contributi degli storici al volume sottolineano il rapporto tra chiesa e modernità del tessuto locale, “inquadrato in un contesto storico, quello a cavallo tra l’800 e il ‘900, che ha il centro nel papato di Pio X, alla luce della diatriba moderna tra fede e storia e di una condizione economica di dinamismo contraddittorio”, afferma Manduca. Secondo Baglio, la pubblicazione coniuga “sia la dimensione divulgativa, fondata su una dettagliata ricerca storica attraverso gli archivi diocesani, che quella storiografica, che permette di trascendere da una visione meramente locale grazie ad una raccolta di testimonianze dell’epoca riportate nel testo”.
La mattinata è stata impreziosita dalla visita inaspettata del neo vescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, il quale riallacciandosi alla figura caritatevole dell’arcivescovo D’Arrigo, ha sottolineato l’importanza di “dar vita a rapporti di comunione autentica, a prescindere dal ruolo che si ricopre, richiamando la fiducia che il presbiterio e la comunità meritano, per vivere sotto lo sguardo di Cristo, vero segno del tempo che noi viviamo”.

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