Ritorno al futuro: il nuovo Museo di Messina

di Giusi Mangione

Sabato 17 giugno è stato inaugurato dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, e benedetto dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla, il nuovo Museo interdisciplinare regionale di Messina, abbreviato in “MuMe”.

A sei mesi di distanza dal varo parziale, il Museo inizia un nuovo capitolo della sua storia alquanto complessa. Per il Ministro Alfano “un paradigma che racconta di tutto ciò che non doveva accadere”, in riferimento ai trent’anni occorsi per la realizzazione, ma che racconta anche del “successo della tenacia sulla rassegnazione”.

Adesso Messina ha un il suo Museo, finalmente completo. Un percorso artistico che richiede una visita di almeno due ore per apprezzare le 750 opere collocate nei 4700 mq utilizzati per l’esposizione. Un percorso straordinario che proietta lo spettatore dentro ventisette secoli di storia cittadina, dalla fondazione nell’VIII a. C. alle soglie del XX, fino al 1907, come ha sottolineato la Direttrice Caterina Di Giacomo, rivolgendo anche un sincero ringraziamento a quanti hanno preceduto il suo lavoro e a coloro che con lei lo hanno portato a compimento.

Un’opera che ha assunto i connotati di un evento “straordinario” ha sottolineato l’Avv. Carlo Vermiglio, Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, a causa di oltre un trentennio di lavori a singhiozzo che, per tanto tempo, ne hanno fatto una triste impresa incompiuta.

Ma adesso il Museo c’è ed è “bellissimo, straordinario ed è il nostro Museo”. Il suo ruolo è ridare un’identità alla Città che ha bisogno di punti di riferimento e di questa “Patria culturale”, senza dimenticare, come ha detto l’Avv. Vermiglio, la profonda valenza sociale che ha la cultura, che assieme al turismo e all’ambiente sono le tre leve per sollevare le sorti economiche, anche della nostra Città.

Il Dirigente Generale dei Beni Culturali, Gaetano Pennino, ha esaltato il valore del Museo della città di Messina e la polarizzazione di interessi diffusi che ne fa un vero e proprio polo magnetico. Però, mantenere ciò che con tanto fatica è stato posto in essere, è un imperativo categorico.

Infatti, una richiesta di partecipazione è stata rivolta dalla Dott.ssa Di Giacomo anche alle forze imprenditoriali del territorio, che tanto posso fare attraverso le sponsorizzazioni, perché il Museo di Messina ora è “luogo vivo, strumento delle ambizioni di crescita civile e culturale, un luogo da amare e promuovere in tutto il mondo”.

Ognuno dei relatori istituzionali ha espresso con molta partecipazione il proprio pensiero, come se ci fosse una domanda unica alla base: “Cos’è questo Museo?”.

Per Il Sindaco, anche Sindaco Metropolitano, Accorinti è “la chiave di volta per creare occupazione”, una forza su cui scommettere e fare squadra. Ma non bastano i croceristi, servono infrastrutture, ferrovie efficienti e la richiesta è stata indirizzata, a chiare lettere, al Ministro Alfano.

“Un gioiello del Sud. Italia” che va promosso e proposto principalmente ai 5 milione di siciliani per il Presidente dell’ Assemblea Regionale Siciliana l’onorevole Giovanni Ardizzone. L’avvertenza è di avere “più autostima e più ottimismo”, consapevoli che il Museo non fornirà la risoluzione di tutti i problemi.

Inoltre, a pochi metri dal Museo c’è un’altra “scommessa” da seguire: nel plesso dell’ex ospedale Margherita dovrebbe nascere La Cittadella della Cultura Siciliana, idea forte e vincente del Dott. Lucio Barbera che l’onorevole Ardizzone si augura possa trovare soddisfazione.

Il Museo è “una potenzialità per la Città di Messina e per gli altri Comuni che confluiscono nella Città metropolitana” per il Presidente della Regione, on. Crocetta.

“Non esiste il futuro senza la memoria, non esiste apertura al mondo senza amore della propria Terra”, quindi, il Museo che oggi è vessillo di bellezza e di cultura, ci deve far ricordare chi siamo e chi vogliamo essere in futuro, ha detto l’onorevole Alfano.

Per tutte queste argomentazioni il Museo è un ritorno al futuro, alla Bellezza che ci apparteneva e che ci proietta oltre quel limbo temporale e mentale in cui spesso ci fermiamo. Il futuro sono le persone davvero numerosissime che pazientemente  in fila, sabato sera, attendevano di accedere al Museo, il nostro Museo.

 

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