Scalo a Messina il 19 febbraio 1959 della Crociera dei miliardari

di Attilio Borda Bossana

Il 19 febbraio di sessanta anni fa, la turbonave Olympia della Transatlantic Shipping Corporation, Monrovia – Greek Line, battente bandiera liberiana fece scalo a Messina, per la cosiddetta crociera dei miliardari partita da New York il 17 gennaio 1959 che, durante 55 giorni, avrebbe toccato 19 porti e percorso 13 mila 426 miglia nautiche. Proprio per le immense ricchezze dei passeggeri imbarcati in quel periodo, la nave fu soprannominata The golden island, l’isola d’oro. La Luxury Cruise Liner Olympia che in quella crociera, oltre al Mediterraneo, avrebbe raggiunto le isole greche e il mar Nero, era stata varata il 16 aprile 1953 a Glagow (UK) dal cantiere Alexander Stephens & Sons entrando in servizio nel novembre 1953. Sino a marzo 1955 fu impiegata sulla rotta Bremerhaven, Southampton, Cherbourg, New York e poi da aprile 1955 a marzo 1974 sulla rotta Pireo, Messina, Napoli, Halifax, New York. L’Olympia aveva fatto scalo per la prima volta a Messina nel 1953 durante la traversata Haifa, Pireo, Messina, Napoli, Lisbona Halifax e New York.

Lo scalo a Messina per la crociera de miliardari, oltre agli eventi che coinvolsero la città come le nozze d’oro con il mare del comandante della nave Demetrio Sigalas, celebrata con la consegna di una pergamena registrò l’incontro tra due bambini italiani e i loro genitori adottivi. Del gruppo di grandi industriali americani, facevano anche parte due passeggeri che attraverso l’associazione «Foster Parents», avevano accolto l’undicenne catanese Anna Napoli, adottata dal banchiere Robert Hemingway, fratello del noto scrittore, e il piccolo napoletano Gaetano Esperito, di 10 anni, adottato dalla signora Florence Bateman, di Los Angeles. L’incontro avvenne a bordo della nave durante una festa alla quale parteciparono un folto gruppo d’invitati e le autorità cittadine. Ma quella crociera con i seicento miliardari americani fu anche ricordata perché nel viaggio la turbonave Olympia, di proprietà greca, battente bandiera liberiana, visitò l’allora Unione Sovietica. Non tutti i passeggeri furono ammessi poiché il governo russo, tramite la sua ambasciata in Turchia, durante lo scalo di Istambul, fece sapere che a venti americani non sarebbe stato concesso il visto perché ritenuti “indesiderabili”, e i venti esclusi dovettero sbarcare, e prendere un altro piroscafo per ritornare in patria. Il viaggio di così autorevoli personalità – un vero stato maggiore della finanza del Nord America – nell’Unione Sovietica aveva sollevato non poche critiche e riserve in taluni ambienti cattolici americani. Una conseguenza di ciò si è ebbe quando gran parte dei crocieristi decise di chiedere una «udienza speciale» al Papa.

La crociera dei miliardari, cominciata il 17 gennaio, terminò il 9 marzo e prima di arrivare in America, la nave dopo Messina, sostò anche a Napoli, Cannes, Barcellona, Malaga, Gibilterra e Lisbona. Il trattamento dei turisti fu principesco, e in onore degli eccezionali ospiti il capocuoco, Johannes Zafflrakis, ideò nuovi piatti, destinati a rimanere nella gastronomia internazionale, come la clear real green turile soup cherry wine, zuppa di tartarughe con vino di ciliege, molto apprezzata dei miliardari. La nave non tornò mai più a Messina dopo le trasformazioni che subì nel corso degli anni di attività; nel 1982 divenne Caribe navigando per la compagnia greca Commodore Cruise Line ltd, e nello stesso anno Caribe I passando alla panamense Olympia Caribbean Shipping Co. Inc. e infine dal 1993 fu ribattezzata Regal Empress, venduta all’egiziana Regal Cruises Ltd. di Nassau e utilizzata per crociere nei Caraibi. Il 23 luglio 2009 l’ultimo scalo a Aliang per la demolizione della nave delle crociere, che bene interpretò la diffusione della prima forma di crocerismo meno selettivo, che poi sarebbe sfociato, agli inizi degli anni ottanta, con lo sviluppo più popolare del viaggio per mare. Ma in tutte le sue versioni l’imbarcazione mantenne un fascino particolare e inalterato nonostante le sue trasformazioni strutturali, tanto da rendere all’Olympia in 56 anni di mare, il carisma di nave passeggeri per eccellenza.

Fu la prima e unica nave mai costruita da Alexander Stephen & Sons, sul fiume Clyde per la linea greca, oltre ad essere la più grande costruzione per gli interessi armatoriali greci dell’epoca. Olympia era stata progettata per operare regolari viaggi transatlantici, tra Pireo e New York, ma divenne anche una nave da crociera stagionale nel 1961.

L’Olympia era stata costruita per ospitare in totale 1.356 passeggeri, la maggior parte di questi viaggia in classe turistica, portando solo un piccolo numero in prima classe. Aveva un numero di cabine intercambiabili per 146 passeggeri. La ragione per cui era stata costruita come nave di classe turistica per rispondere a una richiesta di viaggi più economici nel dopoguerra. Olympia aveva otto ponti per i passeggeri, e inizialmente poteva trasportare 138 passeggeri nella prima classe e 1169 nella classe turistica. Le turbine Parsons di 25000 shp le consentivano una velocità di servizio di 21 nodi (23 nodi al massimo). Per il viaggio inaugurale lasciò Glasgow per Liverpool e New York il 16 aprile 1953.

Tra le tante curiosità legate alla vita di questa nave, nell’aprile del 1959 la trionfale crociera nel Levante, di dieci messaggere della moda italiana presentate durante la navigazione e che ha fatto tappa a Messina, al Pireo ed ha raggiunto Haifa e la nascita a bordo il 19 aprile 1960 prima del suo arrivo negli Stati Uniti d’America, di un bimbo cui fu dato il nome di Olympios Demetrios.

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