Sicilia, vendemmia 2016: previsioni e speranze

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di Giusi Mangione

vendemmiaSiamo entrati nel vivo della vendemmia 2016 e si iniziano a verificare le previsioni sulla produzione.

Secondo le stime dell’ Unione Italiana Vini (Uiv) e Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) l’Italia con 48,5 milioni di ettolitri si confermerebbe leader mondiale nella produzione di vino, superando Francia e Spagna (rispettivamente 43 e 42,9 milioni di ettolitri,) grazie ad una vendemmia quantitativamente ricca e dall’elevato livello qualitativo.

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uva colpita dalla peronospera

In Sicilia si registra una situazione diversa, infatti la Coldiretti, su dati raccolti dall’ISMEA, ha previsto un calo del 15% rispetto alla vendemmia 2015 ed una produzione che si attesterebbe su circa 4,71 milioni di ettolitri, l’Assoenologi paventa un calo anche maggiore: 20% rispetto al 2015 e del 24% rispetto alla media degli ultime cinque anni.

La consistente contrazione della produzione è scaturita, soprattutto, da fattori climatici: un inverno poco piovoso, una primavera mite, le piogge di maggio e giugno che hanno favorito il diffondersi di malattie fungine (peronospera e oidio) e la siccità, particolarmente sentita nel territorio ragusano.

Tuttavia, le stime relative alla qualità del raccolto, hanno dato risultati più che positivi e puntando su un mese di settembre più favorevole si può “ben sperare per una annata di buona qualità, nonostante il calo” come affermano gli esperti del settore.

Diminuisce anche la produzione in Toscana e in Campania (-20%) in quest’ultimo caso per le eccessive piogge invernali e le gelate primaverili che hanno colpito il territorio irpino.

Nel resto d’Italia, secondo la Coldiretti il Veneto incrementa del 2% (-5% Assoenologi) la produzione sfiorando i 10 milioni di ettolitri, seguito dall’ Emilia Romagna, +5%, 7,7 milioni (+10%) e dalla Puglia +2%, 7,7 milioni, ( +10%).

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Vendemmia notturna

In Sicilia si è iniziato a vendemmiare sin dalla prima settimana di agosto con le uve Chardonnay, un vitigno precoce a bacca bianca che tra l’altro è protagonista della “vendemmia notturna”, uno straordinario blend di scenari al chiaro di luna e perizia enologica. Infatti, sfruttando l’escursione termica delle zone di vendemmia che porta la temperatura notturna sui 16-18°C, contro i 30-35°C del giorno, si evita che il raccolto cominci a deteriorarsi durante il trasporto e che debba essere raffreddato prima della pressatura, ottenendo così un notevole risparmio di energia.

Da fine agosto fino alla fine di ottobre si vendemmiano tutte le uve nere: dai vitigni “internazionali” Merlot, Syrah, a quelli autoctoni: Nero d’Avola diffuso su tutta l’Isola al Frappato prevalente nel ragusano; il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, il Nocera (soprattutto nella zona di Messina e Catania), e vitigni sempre più rari come il Perricone (o Pignatello) ed il Corinto nero.

Protagonisti della vendemmia settembrina siciliana anche i vitigni autoctoni a bacca bianca: il Grillo, il Catarratto, il Carricante, il Damaschino, il Grecanico, la Malvasia di Lipari e lo Zibibbo (Moscato d’Alessandria).vendemmia-jalari

Infine, occorre segnalare un’interessante manifestazione giunta alla trentasettesima edizione: “La Festa della Vendemmia”, che si svolgerà il 2 ottobre nello scenario del Parco Museo Jalari a Barcellona P.G. La dimostrazione della pigiatura dell’uva nel palmento settecentesco, ma anche canti, danze e giochi popolari ricreeranno l’atmosfera gioiosa che accompagna, ancora oggi, i giorni magici della vendemmia.

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