Steve McCurry “Icons”: gli sguardi del mondo

di Giusi Mangione

Fino al 5 novembre è possibile visitare a Siracusa la mostra “Icons” di Steve McCurry, ospitata nell’ex convento San Francesco d’Assisi, nel cuore di Ortigia.

Una mostra sapientemente costruita per soddisfare tutte le aspettative sia dell’appassionato che del neofita, 150 fotografie che offrono un saggio della maestria fotografica di Steve McCurry.

Per chi non conoscesse il fotografo americano basta far riferimento alla sua foto più famosa, la ragazza dagli occhi verdi avvolta in un drappeggio di tessuto rossastro.

La memoria restituisce velocemente quello sguardo velato di timore, cristallizzato in una foto diventata la copertina della rivista National Geographic è, a ragione, definita “un’icona assoluta della fotografia mondiale”.

È bene ricordare che quella foto venne scattata in un campo profughi in Pakistan, a Peshawar. La ragazza, Sharbat Gula, era in classe e, come racconta Steve McCurry, lui chiese il permesso di poterla fotografare riuscendo a cogliere il suo sguardo misto di paura e soggezione di fronte ad una macchina fotografica, un oggetto mai visto che le veniva puntato contro, ben diverso dalle armi che, sicuramente, aveva conosciuto.

Steve McCurry classe 1950, americano di nascita, trova la sua dimensione vitale e fotografica prima in India, suo punto di riferimento di sempre come affermano i tanti viaggi fatti in quel Paese. Poi, sempre in prima linea su diversi fronti di guerra, in. Afganistan, Cambogia, Kuwait, ex Jugoslavia, per testimoniare gli effetti e le conseguenze sempre nefaste delle guerre. Africa, Birmania, Giappone, Cuba, Brasile sono state alcune delle mete della sua ricerca.

Famoso, pluripremiato, membro dal 1985 dell’agenzia Magnum, ha scandagliato il mondo attraverso la fotografia, che assieme al viaggiare e all’approfondimento di culture diverse gli “procura gioia e carica inesauribile”. Quella forza che si avverte già dalla prima sala del percorso espositivo, dove i ritratti di un’umanità, solo apparentemente diversa, trasmettono quell’anima che i grandi fotografi sanno cogliere.

McCurry con l’occhio di chi sente, appassionatamente, ciò che vede riporta una storia ricchissima di particolari, di colori, di suoni, di silenzi, di sensazioni che l’immaginazione di ognuno può ricostruire a piacimento, immergendosi completamente in un “universo” di mondi.

E’ la magia della grande fotografia, che con l’immagine cattura la realtà e la riporta, con la stessa ricchezza di sensazioni, imbrigliata nel tempo minimo di uno scatto.

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