Taormina, la Cavalleria Rusticana al Teatro antico ha inaugurato il Festival “Teatri di Pietra”

di Giuseppe Spanò

Soddisfatte pienamente le aspettative collegate alla “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, andata in scena al Teatro Antico di Taormina lo scorso 1 agosto.

La rappresentazione, che ha inaugurato il cartellone estivo del “Festival lirico dei Teatri di Pietra”, è stata proposta in una veste innovativa pur rispettando i canoni fondamentali contenuti nel libretto e nel testo musicale.

Eccelsi gli interpreti dell’opera di Mascagni: nel ruolo di Santuzza la bravissima Elena Lo Forte (che fu Santuzza nel leggendario film “Il Padrino parte III” di Francis Ford Coppola), bellissima ed intensa, coinvolta in un ruolo di donna forte e tutt’altro che debole, una lottatrice che si gioca tutte le carte per il suo amato; nel ruolo di Turiddu il poderoso Angelo Villari, tenore in grande ascesa che ha recentemente interpretato lo stesso ruolo nei maggiori teatri italiani, tra cui il Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro Comunale di Bologna; a dare voce e corpo al geloso e passionale Alfio è stato Alberto Mastromarino, protagonista affermato del Metropolitan di New York; Lola, incarnata da Leonora Sofia, leggiadra e lieve nel suo “Fior di giaggiolo”, come nel suo abitino rosso; Lucia, interpretata da Maria Motta, severa e compenetrata nel suo presagio di lutto.

Di notevole suggestione sono state la la coreografia e la scena col suo gioco di luci che, nel loro articolarsi e fondersi, insieme al coro adeguatamente distribuito sulla scena, hanno restituito l’idea coerente e forte della tragedia greca; il merito è da ascrivere alla innovativa regia di Salvo Dolce, giovane e promettente regista siciliano.

Grande merito per il successo della Cavalleria Rusticana sono da ricondurre al Coro Lirico Siciliano ed all’Orchestra Sinfonica Siciliana: il primo, diretto da Francesco Costa, ha espresso un’idea interpretativa energica e dalle sfumature intense mentre la seconda, diretta dal maestro Lorenzo Trazzeri, ha eseguito i brani all’insegna di una pulizia sonora che ha arricchito la raffinata espressività che le situazioni recitate richiedevano di volta in volta e, ancor più, quando, duettando col coro, ne raggiungeva vertici elevatissimi.

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