Tesori da salvare: il Gabinetto di Lettura di Messina

gabinetto lettura

di Giusi Mangione

In via Ettore Sacchi batte il cuore di una Messina antica: il Gabinetto di Lettura.

E’ facile celebrare un’Istituzione che conta oltre quarantamila volumi di grandissimo pregio, tra cui manoscritti, incunaboli e cinquecentine, un’invidiabile emeroteca che spazia dalle collezioni di giornali stranieri ai giornali messinesi di fine ‘800-’900, oltre ad atti legali e tesi di laurea.gabinetto lettura E’ altrettanto semplice  perdersi nelle nebbie della nostalgia e richiamare i fasti del passato, quasi si trattasse di un destino ineluttabile di ascesa e decadenza.

Il Gabinetto di Lettura nasce nel 1839, su iniziativa di illustri messinesi, come Gabinetto Letterario con sede in alcuni locali del palazzo dei Minoriti, in piazza Duomo.

Lo scambio di conoscenze ed idee, in periodo fecondo di idee rivoluzionarie, lo fa individuare come “covo di sovversivi” dalle autorità borboniche, che il I settembre 1847 ne decretarono la chiusura.

Rinasce nel 1861 come Gabinetto di Lettura, grazie all’impegno di alcuni soci del precedente circolo che accolgono l’invito di Giuseppe La Farina e catalizza l’attenzione di oltre un migliaio di affiliati che rappresentavano le varie sfaccettature della società messinese del tempo: studiosi, artisti, imprenditori, messinesi di nascita e messinesi di adozione, tutti legati dal comune amore per la lettura e per la condivisione dialettica e civile delle idee.

L’evoluzione del Gabinetto di lettura subisce due brutali arresti: il terremoto del 1908 che falcidia la popolazione messinese e porta alla distruzione di oltre tremila preziosi volumi della collezione e i bombardamenti della II Guerra mondiale che causarono ingenti danni alla biblioteca e allo stabile di via Ettore Sacchi, dove nel 1913 era stata trasferita la sede del Gabinetto.Gabinetto di lettura Messina bis

La storia recente racconta della “resistenza” agli attacchi di uno sfratto che considera solo il destino dell’immobile, lasciando i libri in balia di una fine annunciata in scatole di cartone, in attesa di incerta collocazione ed i soci liberi di trovarsi altra occupazione.

Nell’ultimo decennio al Gabinetto di Lettura più dei libri è aumentata la carta bollata: ingiunzioni di pagamento, pignoramenti, sentenze e appelli, quanto di più lontano dallo spirito di quell’eroico gruppo di appassionati che continua a difendere un patrimonio di inestimabile valore, con l’unica finalità di renderlo nuovamente fruibile alla popolazione e di ricreare un’atmosfera di “utili e dilettevoli convegni in sale di lettura e di conversazioni”, come recita l’art.1 dello Statuto sociale.

Staccandosi dal convulso fluire del Viale S. Martino e inoltrandosi nella minuscola via Ettore Sacchi, all’isolato 88 (come amano dire i più anziani), c’è un tesoro di conoscenza, magico connubio di lettura e conversazione, che rischia di scomparire se non si interviene adeguatamente e con tempismo, abbandonando, una volta per tutte, le “chiacchiere”.

 

 

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