Titoli di Coda – Stranger Things

di Roberto Spadaro

Sulla scia di Super 8, la serie Stranger Things sembra essere stata concepita per evocare i titoli cult che hanno fatto innamorare intere generazioni. La forza prorompente che ha spinto verso il successo questa serie è stata infatti l’abilità dei fratelli Duffer di saper attingere dal punto di vista narrativo dagli 1ormai grandi classici del piccolo e del grande schermo degli intramontabili anni Ottanta.

L’altissima qualità di questo titolo è forse anche legata alla sua casa di produzione, ovvero Netflix: un servizio multipiattaforma che fornisce un immenso catalogo di contenuti come film, serie tv, cartoni animati, anime e documentari. Il plus di questo servizio a mio avviso sono appunto i contenuti esclusivi. Sul catalogo sono infatti disponibili moltissime serie autoprodotte come Orange Is The New Black e House of Cards che hanno riscosso tantissimo successo sul pubblico.

Se dovessi paragonare Stranger Things a qualcosa, sarebbe sicuramente qualcosa di… magico! Niente animali fantastici, incantesimi o arcobaleni (si, per me gli arcobaleni sono ancora magici); mi riferisco piuttosto ad una pozione, in particolare ad un filtro d’amore.

Code di topo, occhi di ragno, zampe di rospo, ali di farfalla e schizzi di tosse di pipistrello, il tutto ben mescolato dentro un vecchio pentolone arrugginito e muffoso. Certo a vederla così questa poltiglia verde e fumosa non è per niente invitante, ma vi assicuro che vi farà innamorare; infondo è un filtro d’amore!

Ma perché proprio una pozione vi chiederete voi; beh è semplice, perché questa serie è un insieme di citazioni e omaggi ai grandi capolavori di Spielberg, Carpenter e Stephen King degli anni Ottanta. Durante i suoi 8 episodi siamo tornati ad essere i bambini che pedalano insieme ad E.T., i perdenti che cercano di colpire It con una fionda e i Goonies che non dicono mai la parola morte. Per 8 episodi abbiamo rivissuto un’intera generazione di avventure: lo Hobbit col suo Bosco Atro, il Demogorgone di Dungeons & Dragons e le continue citazioni fumettistiche all’universo Marvel passando per Indiana Jones, L’impero colpisce ancora, Magnum P.I., Freddy Krueger e Jason Voorhees.

Stranger Things

Sebbene l’iconografia dello show sia principalmente basata sull’immaginario degli anni Ottanta, alcune intuizioni sono tratte da prodotti più moderni. In particolare, il mostro, combina una certa sensibilità con la fantasia di Guillermo del Toro, la cui influenza è ovvia nel fatto che la creatura sia priva di occhi. L’idea di fare irruzione nelle case attraverso le pareti ricorda invece Sospesi nel tempo, il primo film americano di Peter Jackson.

Insomma in questa serie targata Netflix è possibile trovarci di tutto e di più, ma tutto dosato nella giusta maniera, in modo da risultare un ottimo prodotto in grado di farvi innamorare, si, esatto, proprio come un filtro d’amore. Ah! E poi c’è Winona Ryder.

Voto finale: 9

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