Titoli di coda – Suicide Squad

di Roberto Spadaro

Finalmente è approdato nelle sale italiane il film più atteso dell’estate, Suicide Squad; anti epopeico viaggio nel lato oscuro dei fumetti DC Comics, che vede come protagonisti alcuni dei suoi villain più 1importanti. Margot Robbie, Will Smith e Jared Leto non hanno bisogno di presentazioni e sono in prima linea nel cast. Seguono a ruota attori degno di nota come Joel Kinnaman, il RoboCop del 2014 di José Padilha; e Viola Davis che nel 2008 ha ricoperto il ruolo di Mrs. Miller ne Il dubbio. Ruolo che le è valso una candidatura all’oscar come miglior attrice non protagonista.

Come per ogni pellicola cinematografica anche questa ha aspetti positivi e aspetti negativi. La domanda è: da dove cominciare?
Avete presente l’ormai nota domanda “preferisci prima la notizia buona o la notizia cattiva?”. Beh io scelgo sempre prima quella cattiva per avere quella buona alla fine. Un po’ come il gelato comprato subito dopo il terribile pranzo cucinato dalla zia che ti vuole tanto bene, ma che in cucina non ci sa proprio fare.

Quindi eccovi l’antipasto: Scenografia canaglia.
La pellicola comincia subito con toni grigi, scuri, cupi o come si usa dire oggi dark; il che è un bene visto che siamo a Gotham, patria dell’uomo pipistrello, il cavaliere oscuro. Quello che manca però è un’immagine chiara dell’insieme, vengono mostrati solo tombini fumosi e palazzi imponenti. Anche la struttura dell’ Elizabeth Arkham Asylum for the Criminally Insane, noto semplicemente come Arkham Asylum è del tutto assente; solo inquadrature d’interno. Un vero peccato.

La portata principale: Bersaglio mobile.
Quello che risulta subito evidente sin dai primi minutaggi di Suicide Squad è il costante spostarsi del2 centro della storia.La missione suicida della squadra, a cui viene chiesto di immolarsi per salvare un ostaggio misterioso da una minaccia apocalittica, pur essendo fonte primaria delle maestose scene d’azione, ha una potenza emotiva del tutto secondaria rispetto a quella emanata dal corrotto rapporto tra Harley Quinn (Margot Robbie) e Joker (Jared Leto). In un complesso e drammatico rapporto di dipendenza reciproco (decisamente esasperato rispetto a quello classico dei fumetti, più univoco), i due clown criminali rubano la scena ai loro compagni, ribaltando la situazione narrativa. Quella che, ai fatti, doveva essere una storia di contorno, inserita nella sceneggiatura per dare maggiore spessore al personaggio di Harley e inserire nel contesto uno dei villain più amati dell’universo DC, si trasforma nel filo rosso che taglia di netto e dirige l’intera vicenda. Troppo protagonisti.

Arriviamo adesso al contorno insipido: Adagiarsi sugli allori.
“Sei intelligente, ma non ti applichi!” “Giovane, ti metto 6, ma non dormire sugli allori.” Avrò sentito queste frasi centinaia di volte dietro il mio banco, durante i cinque anni di liceo. Finalmente adesso posso dirle a mia volta. Pare infatti che David Ayerin tutto questo gioco pirotecnico di immagine e comunicazione a tutto tondo, abbia un po’ perso di vista la sceneggiatura del suo film, portando sullo schermo una storia molto semplice, dal finale per nulla impattante e che fa acqua da più parti. Il mio parere è che l’intero progetto si sia “adagiato” un po’ troppo sul carisma di personaggi e attori. I personaggi della Suicide Squad infatti hanno, fortunatamente, una forza intrinseca che li rende affascinanti a prescindere, ma forse non abbastanza.

Suicide Squad è sicuramente un film molto facile da attaccare sotto molteplici punti di vista, perché palesemente imperfetto, caotico e in costante inseguimento di se stesso. Ma per fortuna manca ancora il gelato, questa volta a due gusti, rigorosamente bacio e nocciola.

3Bacio: Produzione.
Come accennato poco fa il cast vanta attori di grosso calibro, dai cachet sicuramente poco economici. Così come poco economica dev’essere stata la propaganda pubblicitaria, che tra manifesti e pubblicità sparate in ogni dove ha fatto si che la pellicola venisse notata e che incuriosisse il pubblico soprattutto grazie all’ottimo montaggio dei trailer.

Nocciola, il mio gusto preferito: Musica maestro!
Se visivamente Suicide Squad è una gioia per gli occhi, (gli effetti speciali e la fotografia sono pazzeschi) lo è forse anche di più per le orecchie. La colonna sonora infatti è tra le migliori che si potessero scegliere per questa produzione, un mashup di canzoni azzeccate per ogni situazione che si susseguono accompagnando trama e spettatore frame dopo frame fino ai titoli di coda.

Insomma l’impatto generale della pellicola è massiccio e indiscutibile. Ma non si può nemmeno definirlo un prodotto perfetto, ben costruito e privo di problemi. Speriamo bene per il futuro del brand; sono curioso e sazio. Voto finale: 6.5

 

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