Tra l’equipaggio del Rex che conquistò nel 1933 il Nastro Azzurro un milazzese

di Attilio Borda Bossana

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Il Rex visto dal Conte di Savoia 25 marzo1933

Alla fine di ottobre scorso la città di Genova ha intitolato i giardini di via Fausto Beretta (Boccadasse) a Francesco Tarabotto (1877–1969), comandante del transatlantico Rex, vincitore del Nastro Azzurro nel 1933. A quella straordinaria impresa del comandante Tarabotto si legano anche il nome del direttore di macchina, Luigi Risso, e anche del secondo macchinista, Salvatore Milazzo (1896-1980), più conosciuto come “Totò”, nato a Milazzo, nel messinese, che come tutti i componenti l’equipaggio ricevette riconoscimenti ufficiali per il primato conquistato.

Il capitano Milazzo studiò al Regio istituto nautico di Palermo, diplomandosi nel 1915 e nello stesso anno da Genova si avviò la sua carriera, imbarcandosi a bordo del piroscafo Stromboli della Navigazione Generale Italiana sulle rotte per il Nord America. A bordo del Rex fu il collaboratore più importante del direttore di macchine Risso che a sua volta, nei cantieri dell’Ansaldo di Genova Sestri, fu assistente dell’ing. Luigi Bozzo, nella progettazione dell’apparato motore dell’Andrea Doria.

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Rex – Album

Il 16 agosto di ottantatré anni fa, il Rex, conquistava il Blue Ribbon, che premiava il record nella traversata dell’Atlantico del nord, dimostrando così di essere la nave più veloce del mondo. Il Rex, unica nave italiana a vincerlo, era un super-liner, il top del lusso e dell’eleganza, l’ammiraglia cui sarebbe spettato il ruolo di portabandiera dell’Italia. Il Rex salpò da Genova compiendo quella traversata da record, che gli valse l’assegnazione del titolo detenuto dalla nave tedesca Bremen.

Il successo dell’impresa fu tale che l’industria Zanussi chiese, e ottenne, di creare una linea di elettrodomestici con il nome Rex. Il trofeo che Sir Harold K. Hales, creò per premiare la nave passeggeri in grado di attraversare l’Atlantico alla maggiore velocità, disegnato da Henry Pidduck e realizzato dall’orafo James Dickson, venne consegnato al Rex a Genova, il 20 agosto 1935. Dopo il Normandie ed essere stato appannaggio di navi transatlantiche come il Queen Mary e la United States, in anni più recenti il trofeo più importante dell’Atlantico, conosciuto come Hales Trophy, è passato ai “traghetti superveloci”.

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Rex – invito

Il Rex, il più affascinante transatlantico italiano, leggenda da 50 mila tonnellate con dodici ponti, reso ancora più popolare dal regista Federico Fellini col film “Amarcord”, coprì la distanza da Gibilterra a New York, di 3.181 miglia, in 4 giorni, 13 ore e 58 minuti, alla velocità media di 28,92 nodi. Il massimo percorso effettuato in un giorno fu di 736 miglia alla velocità di 29,61. La più grande nave passeggeri di linea italiana- fino al 1991 quando il primato passò alla Costa Classica- era stata progettata e costruita nel cantiere navale Ansaldo di Genova Sestri Ponente e nello Stabilimento Meccanico di Sampierdarena, nel 1931 varata, entrò in servizio nel 1932.

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Rex, Rotta del Nastro Azzurro 16 agosto 1933

Il Rex aveva una stazza lorda di 51.062 tonnellate ed una lunghezza di 268,20 metri, una larghezza di 31 metri ed un pescaggio di 10,07 metri; 142.000 cavalli di potenza gli consentirono di sviluppare alle prove di macchina una velocità massima di 29,5 nodi. Montava quattro turbine a vapore a triplice espansione con meccanica Parson Curtis ed ogni turbina era collegata con un asse per ogni elica a quattro pale del diametro di 5 metri e del peso di 16,25 tonnellate.

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Il trofeo

Quattro le classi passeggeri per 604 in prima, 378 in speciale, 410 in turistica e 866 in terza classe. Gli arredi interni erano particolarmente lussuosi e furono curati dal Vittorio Drucrot (1867-1942) industria palermitana specializzatasi negli allestimenti per grandi navi dopo la prima guerra mondiale. Fu uno dei primi piroscafi ad avere le piscine sul ponte. Il 30 aprile 1940, l’ultimo viaggio da Genova per New York e Napoli ed il 6 giugno, pochi giorni prima che l’Italia entrasse in guerra, il Rex fu trasferito sotto scorta, da Genova nel Canale di Leme presso Pola. Mimetizzato raggiunse poi Triste ove trascorse i primi anni di guerra. Dopo l’8 settembre 1943 i tedeschi sequestrarono la nave trasferita il 3 marzo 1944 alla gestione della Mittelmeer Reedwerei GMBH di Amburgo.

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Gli ufficiali del Rex nella foto ricordo dopo la conquista del Nastro Azzurro

Illesa dopo un primo bombardamento alleato su Trieste, il 10 luglio del 1944, fu ancorata vicino a Capodistria ove colpita da aerosiluranti della RAF, prese fuoco adagiandosi su un fondale, sbandando a sinistra. Alla fine della guerra confiscata dagli iugoslavi, fu sopposta, dall’estate del 1947, a demolizione lasciando che una storia di nave si traducesse in leggenda come quella che viene raccontata per una delle sue quattro eliche, forse ancora nascosta tra i fondali a circa 300 metri dalla linea di costa, davanti a Semedella. Le altre tre eliche furono infatti recuperate e fuse negli altiforni jugoslavi e poi vendute sul mercato come “bronzo Rex”.

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