Tullio Covre, l’eroe che sacrificò la sua vita a Maregrosso

di Giuseppe Spano’

Si svolgerà giovedì 5 settembre 2019, alle ore 16.30 nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, l’incontro dedicato al valoroso pilota aereo Tullio Covre.

Alla manifestazione parteciperanno: il sindaco metropolitano, Cateno De Luca; il presidente del Centro Studi Tre Torri, Vincenzo Randazzo, l’esperto Franz Riccobono e Giuseppe Tortorici, Sergio Cavacece e Mariano Covre.

Tullio Covre era un valoroso pilota aereo prima della Regia Aeronautica e poi dell’Aeronautica nazionale repubblicana della Rsi che il 2 luglio 1961 sininabissò nelle fredde acque dello Stretto di Messina per non colpire i bagnanti presenti sulla spiaggia di Maregrosso.

Covre, sopravvissuto miracolosamente a tante battaglie aereo-navali, al termine della guerra fu epurato perché si era schierato con la parte perdente e si dovette ingegnare per guadagnarsi da vivere, tanto più che dal suo matrimonio, avvenuto nel 1945, erano nati ben sette figli.

Così formò una pattuglia aerea acrobatica all’aeroporto Boscomantico di Verona, chiamata Frecce Rosse. Nel 1961, anno della sua morte, la pattuglia acquistò un aereo Falco dalla società Aeromele di Gardolo; il velivolo era dotato della controversa elica a passo variabile, che Covre fece sostituire con una a passo fisso.

Il 24 e 25 giugno Covre partecipò al Giro del Golfo in Sicilia senza problemi, tranne il fatto che fu costretto dopo l’esibizione a sostituire di nuovo l’elica con un’altra a passo variabile, l’unica disponibile in magazzino. Il 28 giugno partì per Catania e il 30 si trasferì a Palermo. Sabato 1 luglio prese il via il Giro di Sicilia, completando la prima tappa che andava da Palermo a Catania.

Domenica 2 luglio iniziò la seconda tappa, che riportava dal capoluogo etneo a Palermo; durante il sorvolo di Messina l’elica non resse e si staccò una pala ma egli non si perse d’animo e si preparò ad effettuare un atterraggio d’emergenza sulla spiaggia di Maregrosso.

Sfortunatamente per lui, la spiaggia era piena di bagnanti, tra cui molti bambini ospiti di una colonia marina. Covre cercò a gesti di far comprendere loro che si dovevano spostare per consentirgli di atterrare, ma i suoi gesti di emergenza furono interpretati come un festoso saluto. L’ex pilota, resosi conto che un atterraggio avrebbe messo a rischio la vita dei bagnanti, tentò un disperato ammaraggio. L’impatto fu più violento del previsto e Covre sbatté la testa contro l’intelaiatura metallica della radio, perdendo i sensi e inabissandosi. Malgrado i soccorsi fossero subito allertati, l’aereo e il suo pilota poterono essere recuperati solo tre giorni dopo, a causa delle forti correnti.

La Fondazione Carnegie onorò il suo gesto di grande altruismo con la Medaglia d’Argento al Valor civile, mentre una targa si trova nell’aeroporto scaligero e Verona gli ha dedicato una strada.

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.