Un patrimonio negletto

di Franz Riccobono

 

Forte Cavalli

Nei giorni scorsi, ho letto con piacere sulla stampa locale che venivano promossi sinergicamente due siti storici della zona sud di Messina, cioè la cosiddetta “Villa Melania”(in realtà si tratta di una casa “asismica” del 1911) presso Pistunina ed il Forte Cavalli (costruzione di fine ottocento facente parte di un sistema difensivo siculo-calabro che comprende una ventina di strutture similari) presso Larderia.

Villa Cianciafara – Residenza dei proprietari

Trattandosi di una iniziativa che tendeva a mettere in rete i beni culturali di quella porzione di territorio a sud della città, sono rimasto sorpreso nel non vedere citati altri preziosi luoghi della memoria che ricadono territorialmente nel medesimo ambito. Mi riferisco in primo luogo a Villa Cianciafara superlativo esempio di dimora signorile, restaurata filologicamente e resa fruibile sotto il profilo culturale grazie a tutta una serie di lodevoli iniziative promosse dai proprietari e organizzate da varie Associazioni culturali. Villa Cianciafara è un vero scrigno di tesori d’arte, basta ricordare la quattrocentesca tavola di Antonello da Saliba di recente esposta nella Mostra antonelliana tenutasi al Palazzo Ciampoli di Taormina. Posta nella zona mediana della breve valle di Zafferia, Villa Cianciafara dista qualche centinaio di metri da “Villa Melania”.

San Placido Calonerò – Monastero benedettino

Ma per rimanere nell’ambito delle residenze signorili di campagna vorrei ricordare l’imponente Villa Lella-Pulejo di Tremestieri, posta alle falde di Monte Gallo su cui poggia Forte Cavalli, di recente restaurata e resa fruibile. Se poi volessimo spingerci un po’ più a sud, tra Ponte Schiavo e il Villaggio di Pezzolo, sorge il superlativo Monastero Benedettino di San Placido Calonerò con i suoi eleganti chiostri, forse il monumento più complesso conservatesi nel territorio di Messina, peraltro sede dell’Enoteca Provinciale. Grazie a recenti studi, pare che il monastero di San Placido Calonerò sia stato costruito sui resti della Villa di Santa Melania della famiglia romana dei Valeri (III-IV secolo d.C.), ricordata dalle fonti per il suo fasto ma il cui sito non era stato ancora individuato.

Santa Maria di Mili XI secolo

Infine, ma solo per brevità, si propone la normanna chiesetta di Santa Maria di Mili che certamente merita una visita. Quindi, bene per la proposta fatta ma ancor meglio arricchire l’offerta formativa di uno spazio urbano che conserva tante altre specificità che vanno riproposte in un sistema che tenda a favorire la fruizione dei nostri numerosi, preziosi quanto negletti beni culturali, oggi quanto mai destinati a divenire patrimonio imprescindibile di una comunità immemore ma ricca di storia, di arte e tradizioni.

 

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