Una “falsa” cartolina del 1909

di Attilio Borda Bossana

La HMS Blak, riprodotta nel 1909 nella cartolina con l’indicazione del porto di Messina

La comunicazione visuale oggi, grazie anche all’avvento dei social network, è sempre più importante ma anche sempre più alto, il rischio che le immagini trasmettano informazioni e messaggi errati, di non conoscenza o volutamente sbagliati. Una considerazione questa che ha portato ultimamente il disegnatore della Torino Fashion House Matteo Enrico, a realizzare otto vedute “impossibili” del capoluogo piemontese, inserendo monumenti di altre città. Così sullo sfondo di Piazza Vittorio si erge la Basilica di San Pietro, oppure ammirare da Superga la vista di Rio de Janeiro. Molto spesso le cartoline, specie quelle dell’inizio del Novecento, hanno diffuso immagini che hanno trasmesso errate informazioni su eventi o fatti risalenti a due secoli fa. E’ il caso di quella che circolò negli Stati Uniti nel 1909 che riproduceva navi nel porto di Messina, con i soccorsi alla popolazione terremotata. La nave, ripresa in primo piano tra due mercantili non identificati, era la HMS Blake della Royal Navy; la didascalia specifica che la “scena mostra il porto di Messina con navi e imbarcazioni americane e inglesi”, ma quello raffigurato non è lo scalo peloritano e la nave inglese, l’incrociatore di I classe Blake, varato il 23 novembre 1889, mai approdò nella città siciliana. Le piccole imbarcazioni di servizio delle unità alla fonda, alcune battenti bandiera americana, non erano del tipo in uso durante le operazioni di soccorso nel porto di Messina sia da parte delle navi della flotta russa, americana e tedesca. La HMS Blake, seconda unità a portare il nome del grande ammiraglio britannico Robert Blake (la prima era stata varata nel 1808) fece servizio come ammiraglia nelle stazioni americane e delle Indie Occidentali durante e nel dicembre 1895 fu assegnata alla Flotta del Canale; quattro anni dopo, nel 1889, fu inviata in Sierra Leone a favore delle azioni di soppressione della ribellione scoppiata nella colonia. Nel 1906 fu disarmata e nell’agosto 1907 fu utilizzata come deposito mobile per la 2ª Flottiglia Cacciatorpediniere della Grand Fleet e in seguito passò come tender all’11ª Flottiglia Cacciatorpediniere. Disarmata nel 1919, radiata definitivamente nel 1920, fu venduta alla demolizione e infine smantellata il 9 giugno 1922. Le navi della flotta del Regno dirottate nell’area del disastro, al comando dell’ammiraglio Sutton unito, ricevettero attestazioni e riconoscimenti pubblici, furono le navi da battaglia Duncan ed Exmouth, gli incrociatori leggeri Minerva e Philomel, gli incrociatori Euryalus, Lancaster e Sutlej, e la torpediniera Boxer. Gli equipaggi della Royal Navy partecipano alle operazioni di soccorso fornendo aiuto e assistenza a fianco di marinai delle unità mercantili britanniche presenti o inviate Afonwen, Chesapeake, Cretic, Drake, Ebro, Mariner, Ophir e Vito. Il Sutley prima nave inglese ad arrivare, trasportò anche medici, chirurghi, carabinieri e soldati italiani, imbarcati la sera del 29 dicembre a

Navi della flotta britannica che attraversarono lo Stretto di Messina nel 1859- The Illustrated London News, July 1859

Siracusa. Le unità della US Navy che furono inviate a Messina e a Reggio Calabria per fornire assistenza umanitaria furono quelle della Prima Divisione, le navi da battaglia Connecticut e Illinois, e la nave rifornitrice Culgoa. Si tratta di tre delle sedici navi da guerra statunitensi salpate un anno prima dal porto di Hampton Roads, in Virginia, per una crociera intorno al mondo, che da poco avevano fatto ingresso in Mediterraneo, attraverso il Canale di Suez.
A parte lo storico attraversamento della squadra navale inglese dello Stretto di Messina, nel giugno del 1859, navi di Sua Maestà Britannica approdarono più recentemente dopo la II Guerra mondiale; dal 30 luglio al 6 agosto 1948 sostò nel porto una squadra di caccia formata dalle navi Chevron e Chelain, al comando dell’ammiraglio Michael Mayward Denny, che ricevette accoglienze al civico palazzo e anche dall’allora arcivescovo Paino, che organizzò un concerto nella Basilica Cattedrale. Dodici anni più tardi, nel giugno 1960, entrò in porto la portaerei Hermes.

 

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