Varata a Messina la “Angelo Cabrini”, nuova unità delle Forze Speciali della Marina Militare

di Attilio Borda Bossana  

E’ stata varata a Messina l’Angelo Cabrini, prima delle due unità navali polifunzionali ad alta velocità, commissionata dalla Marina Militare alla società Intermarine S.p.A. La realizzazione era iniziata a fine settembre 2016 con le attività di laminazione mentre, dopo il varo del 26 maggio proseguiranno presso il cantiere di Messina le attività di allestimento dell’Angelo Cabrini, la cui consegna è prevista durante i primi mesi del 2020. Il contratto prevede poi il supporto logistico integrato (Temporary Global Support) di durata decennale, mentre l’altra unità è in fase di ultimazione.

La Cabrini ha uno scafo tipo wave piercing, un dislocamento di 185 t, una lunghezza fuori tutto di 43 m e una larghezza di 8.4 m.; è spinta da un sistema combinato di motori diesel accoppiati a propulsori a getto (configurazione CODAG), con tre MTU 16V200 M91 e due generatori da 120 kW ciascuno, per garantire una velocità superiore a 32 nodi. La nave ha una capacità di deposito combustibile di 43 m³ di F76 e un’autonomia di 1.500 miglia nautiche a 16 nodi. Potrà ospitare nove membri dell’equipaggio, con capacità imbarco sino a 29 persone e un’autonomia di dieci giorni. A prua sarà installata un’arma a controllo remoto, da 12,7 mm., e avrà in dotazione anche 4 mitragliatrici da 7,62, mentre a centro-nave, su un affusto a cassetta l’installazione del radar bi-banda e due teste elettro-ottiche.

Le due unità sono state finanziate attraverso le Leggi di Stabilità 2014 e 2015, nell’ambito del Programma navale per la tutela delle capacità navali della Difesa, assicurando la copertura finanziaria di circa la metà del fabbisogno per il rinnovamento della flotta della Marina militare in relazione alla quale è stata approvata la costruzione di 7 pattugliatori polivalenti d’altura – PPA, una unità anfibia multifunzionale tipo LHD, (Landing Helicopter Dock, cioè una nave portaelicotteri a bacino allagabile), una nave logistica/rifornitrice di squadra (LSS, Logistic Support Ship); ed i due mezzi minori UNPAV che saranno realizzati a Messina. L’Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, intervenendo alla cerimonia del varo ha affermato che “Nave Cabrini è un altro esempio delle notevoli capacità e dell’elevatissima professionalità della nostra industria nazionale, intesa nel suo complesso di gruppi industriali maggiori e di piccole e medie imprese. Si tratta del frutto della produttività del Sistema Paese, un prodotto che, al pari di altri, caratterizza il cosiddetto Made in Italy, famoso e apprezzato in tutto il mondo”.

La medaglia d’oro ammiraglio Angelo Cabrini

Alla nuova unità destinata alle operazioni delle Forze Speciali della Marina (Gruppo Operativo Incursori – G.O.I.) e al controllo dei traffici marittimi, al contrasto dei traffici illeciti, alla sicurezza in ambienti con presenza di minaccia asimmetrica e all’evacuazione di personale da aree di crisi è stato dato il nome dell’ammiraglio Angelo Cabrini, incursore della Regia Marina, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’affondamento dell’incrociatore pesante inglese York, il 26 marzo 1941 nella baia di Suda a Creta. L’azione di Suda è raccontata nel film del 1954 Siluri umani, prodotto da Carlo Ponti e De Laurentiis.

Nato a Pavia il 14 febbraio 1917, Cabrini nel 1936, entrò all’Accademia Navale di Livorno e dopo la nomina a guardiamarina imbarcò, nel febbraio 1940, sull’incrociatore Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi. L’8 giugno 1940 alla vigilia del 2° conflitto mondiale, con il grado di sottotenente di vascello, chiese e ottenne di essere assegnato, quale Operatore del Mezzi d’Assalto, alla 1ª Flottiglia MAS di La Spezia, sottoponendosi a un duro addestramento sui motoscafi speciali (barchini) con i quali parteciperà poi all’esecuzione del piano di forzamento del porto inglese di Suda (Creta), che era stato concepito e pianificato dal comandante Vittorio Moccagatta e diretto dal tenente di vascello Luigi Faggioni. L’azione, condotta alle prime luci del giorno 26 marzo 1941, culminò con l’affondamento dell’incrociatore pesante inglese York e con il grave danneggiamento della petroliera Pericles da 8.324 tsl. Fatto prigioniero, rimpatrio nel marzo 1945 nel grado di tenente di vascello, conseguito nel luglio 1942, mentre si trovava in prigionia.

L’incrociatore York semiaffondato a Suda

Partecipò brevemente alla guerra di liberazione con il Gruppo Mezzi d’Assalto e in seguito ebbe il comando di dragamine con i quali partecipò al dragaggio e bonifica delle acque di Monfalcone e Grado. Fu imbarcato sull’incrociatore Montecuccoli e poi sulla nave scuola Amerigo Vespucci nell’incarico di Aiutante di Bandiera e, dopo la promozione a capitano di fregata nel 1952, passò all’Accademia Navale di Livorno nell’incarico di Direttore dei Corsi. Nel 1956 fu destinato presso lo Stato Maggiore della Marina e nel 1960 ebbe il comando della 10ª Squadriglia Corvette della Scuola Comando e poi del cacciatorpediniere Artigliere. Nel 1961 fu Addetto Navale a Madrid e nello stesso anno conseguì la promozione a capitano di vascello. Rimpatriato, ebbe prima il comando dell’8° Gruppo Navale, poi del Comando Subacquei e Incursori del Varignano e delle Scuole C.E.M.M. di Taranto. Nel grado di ammiraglio ebbe, tra gli altri incarichi quello di Comandante dell’Accademia Navale di Livorno (1969-1972); Vice Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo di La Spezia (1972); Comandante del Comando Militare Marittimo Autonomo della Sardegna (1973) e Comandante della 3a Divisione Navale. Promosso ammiraglio di squadra il 15 febbraio 1977 fu posto in ausiliaria per limiti di età. Morì a Roma il 1° dicembre 1987.

 

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