Ventennale del “Marina del Nettuno”, primo porticciolo di Messina

di Attilio Borda Bossana

Il Marina del Nettuno, primo, e fino a oggi unico porticciolo dedicato alla nautica da diporto a Messina, ha tagliato il traguardo dei venti anni di vita. Inaugurato il 20 giugno 1998, diciotto mesi dopo l’inizio della progettazione, il Marina del Nettuno può ospitare fino a 130 imbarcazioni, senza alcun limite di pescaggio, fino a una lunghezza massima di 40 metri.

A solennizzare l’appuntamento alla Camera di commercio è stato ospitato un workshop dedicato ai “porti turistici, nuove tecnologie e scenari di sviluppo”. Vi hanno partecipato con Ivo Blandina, presidente della Comet, Ettore Gentile, segretario generale dell’Autorità portuale; l’ing. Sergio De Cola, progettista del Marina; Lars Gunnar della Sf Marine Ab System di Goteborg, che fornì le strutture galleggianti; il comandante del compartimento marittimo di Messina, Nazareno Laganà; Roberto Perocchio, Angelo Tortorelli e Alfredo Malcarne rispettivamente presidenti di Assomarinas, di Mirabilia e Assonautica e Giuseppe Terranova, presidente del centro Hellen Keller; Marco Sbrizzi, editore de Il Portolano e il capocronista della Gazzetta del Sud, Lucio D’Amico.

Unanime la sottolineatura che la sfida imprenditoriale del Marina del Nettuno, inserita nella strategia individuata dalla CEE all’interno del quadro comunitario di sviluppo che per la Regione siciliana, auspicava un modello per favorire lo sviluppo del settore dei servizi dedicati al turismo. E oggi la scommessa può dirsi vinta per tale comparto turistico che contribuisce alla ripresa economica e sociale del territorio peloritano con una struttura nodale delle rotte del Mediterraneo. E del resto la struttura nata venti anni fa, si è inserita e connessa con i luoghi di forte identità e appartenenza che lo skyline architettonico offre dal lungomare sul porto storico, arricchendo così il waterfront di Messina. Un rapporto del porto con la città e tra territorio e acqua che ebbe ed ha, un’emozionante rappresentazione, in una delle opere giovanili di Antonello, la Crocifissione, realizzata probabilmente tra 1468 e 1470, oggi conservata al Muzeul National Brukenthal a Sibiu (Romania).

I pontili del Marina

Il Marina del Nettuno, costituisce l’approdo turistico della città, riparato da un molo galleggiante di sopraflutto con direzione NNE e da un piccolo molo galleggiante di sottoflutto orientato mediamente per SSE. Internamente sono sistemati alcuni pontili galleggianti in grado di offrire una completa assistenza nautica ai diportisti. Gli ormeggi sono realizzati con pontili galleggianti in alluminio e tutto lo specchio acqueo è protetto da una diga galleggiante in cemento armato. Chi approda al Marina del Nettuno trova servizi e attrezzature all’avanguardia, custodia e assistenza all’ormeggio da parte di personale qualificato, il bar e il ristorante, e tutti i migliori comfort per il diportista. Inoltre, la posizione assolutamente centrale in città permette di visitare Messina e le sue bellezze artistiche e naturali. Nella sua realizzazione sono stati stabiliti una serie di primati come la prima istallazione in Italia dei Nreakwater della svedese SF; il primo utilizzo in Italia di dispositivi di ancoraggio dell’Ancron Marin; prima struttura nel Paese ad adottare cavi ad alta resistenza prodotti dalla tedesca Gleinstein. Il piano volumetrico del Marina è stato fatto dopo una valutazione di varie ipotesi, permettendo di inserire la struttura tra i “porti verdi”, vale a dire con impatto ambientale in concreto nullo, non avendo alterazioni delle linee di costa e del regime delle correnti, nessuna struttura fissa. Peculiarità del Marina del Nettuno è la sua presenza al centro della città, all’imboccatura del porto di Messina ma fuori dalla rotta di traghetti, mezzi veloci e navi da crociera, che ne fa un’attrattiva turistica per un percorso “bello” della città. Le linee di ormeggio sono state studiate e realizzate utilizzando dei dispositivi per smorzare l’azione del moto ondoso. La posizione geografica della struttura è infine favorevole a tutti i diportisti che dal Tirreno fanno rotta verso il mar Ionio o viceversa e offre un valido riparo dai venti dominanti nello Stretto, oltre che occasione per conoscere Messina e le sue bellezze artistiche e naturali.

 

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