Villa Genovesi, il gioiello “svizzero” di Sant’Alessio Siculo

di Sergio Spadaro

Villa Genovesi è caratterizzata dal suo stile svizzero e fu costruita, alla fine del 1800, su ordine del dott. Francesco Genovesi, medico originario di Barcellona Pozzo di Gotto e titolare di un centro termale a Messina.

La particolarità del complesso architettonico, detta anche “Villa del gallo” per via di un galletto di ferro, divenuto poi il simbolo degli alessesi, che domina la torretta circolare, era rappresentata dai tetti spioventi.

Nel terreno antistante il mare furono realizzate delle dependance; quella lato Nord fu utilizzata come cucina e magazzino, quella lato Sud come alloggio per il personale e gli amici. Il terreno verso via Nazionale ebbe una sistemazione a verde con numerosi fiori e piante, soprattutto palme di cui due altissime. La proprietà lato mare era delimitata da un cancello di ferro, posto fra le due dependance; verso la via Nazionale da una ringhiera in ferro battuto con un cancello d’ingresso fissato a due pilastri in mattoni in cima ai quali erano posti due puttini. Mentre il cancello è ancora esistente, la ringhiera, nel periodo fascista, fu sostituita da un muretto rivestito parzialmente con mattonelle di terracotta lavorata.

La Villa si snoda su due piani collegati da una scaletta di legno (quella attuale non è originaria): il piano terra è a pianta quadrata, mentre al primo piano il quadrato viene spezzato dalla creazione di piccole verande; la divisione degli ambienti interni è rimasta identica a quella originaria proprio per non alterare la percezione dello spazio, mentre l’arredamento non è quello della fine dell’Ottocento. Le tegole sono del tipo “marsigliese”, uguali a quelle preesistenti così come le frangette e i decori metallici.

Originariamente sul lato mare verso Nord, addossata alla costruzione, c’era una scaletta circolare in ferro che dal piano terra portava al piano primo; davanti, sul lato Sud, un’altra scaletta circolare sempre in ferro portava dal piano primo alla torretta.

Al suo interno, è possibile ammirare tre reperti archeologici del I secolo d.C. ritrovati nei fondali antistanti Capo S. Alessio, e precisamente un’anfora nord-africana, un’anfora nord- africana, un’anfora fondo piano e un ceppo d’ancora con astragali a suo tempo affidati in deposito alla Pro Loco di S. Alessio Siculo dalla Sovrintendenza Archeologica di Siracusa.

La dependance lato Nord è diventata sede della Biblioteca Comunale e dell’Associazione Turistica “Pro Loco” Arghennon Akron mentre la Villa è stata sede di mostre di notevole interesse culturale e artistico.

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