“Was Shakespeare English?”, un’affascinante ipotesi nel docufilm della regista russa Alicia Maksimova

di Rosaria Landro

statue_of_shakespeareQuale input può spingere ad approfondire un argomento, a sviluppare riflessioni e ragionamenti, attorno a qualcosa a cui la tradizione, la storia hanno dato da tempo una sua collocazione? E’ la ricerca della verità!

Capita spesso che su un argomento ci si soffermi in superficie, senza approfondire, prendendo spesso per oro colato e accettando come dogma ciò che ci viene raccontato, magari insegnato. Ma possono sorgere anche dei concreti dubbi sulla veridicità di alcune informazioni e quindi lode ai ricercatori, agli studiosi che, mettendosi in gioco, arrivano dopo lunghissime ricerche, a mettere dei paletti, a definire dei seri teoremi colorati di verità.

Presso il Salone degli Specchi della Città Metropolitana di Messina, a luglio, si è svolto il convegno “William Shakespeare… e la città di Messina”, in occasione del 400° Anniversario della morte del drammaturgo inglese.

Il prestigioso evento è stato introdotto dal dott. Giuseppe Previti, presidente del Kiwanis Rometta – Antonello da Messina” (Divisione Sicilia 1 Dei Due Mari Valdemone), che ha organizzato l’evento con il patrocinio della Città Metropolitana, del Comune di Messina insieme alla Confcommercio e ha visto la partecipazione del Commissario Straordinario, Filippo Romano, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Messina, Daniela Ursino e del Dirigente alla Cultura della Città Metropolitana, Anna Maria Tripodo.

In questa occasione, preceduta dalle dettagliate relazioni degli storici Giuseppe Previti e Nino Principato, ha avuto luogo la proiezione del docufilm “Was Shakespeare English?” (Shakespeare era inglese?), scritto e diretto da Alicia Maksimova, alla presenza della stessa regista russa.

La regista Alicia Maksimova
La regista Alicia Maksimova

È  proprio qui che si viene posti davanti a un enigma su uno dei più importanti protagonisti della letteratura mondiale, ovvero William Shakespeare.

Dov’è nato veramente Shakespeare? Qual è il paese che davvero ha dato i natali a uno dei più grandi drammaturghi esistiti? L’Inghilterra o l’Italia? Si, avete letto bene, c’è anche l’Italia, perché nel docufilm vengono evidenziati tanti elementi che potrebbero, a detta di ricercatori e studiosi, mettere in dubbio il fatto che sia nato in Inghilterra.

Presentato già a Milano, Londra, Cannes e a Venezia, la regista russa, Alicia Maksimova affascinata dalla nostra terra di Sicilia, ha realizzato (con la Sirena Global Productions) questo lungometraggio su Shakespeare, da lei finanziato, che rappresenta un rilevante contributo culturale offrendo alla città di Messina la possibilità di diffondere nel mondo quella che potrebbe essere la vera storia del “Bardo”.

L’arch. Nino Principato, nella sua preziosa relazione, ha illustrato ai presenti tutte le informazioni e le sue spiegazioni alle tante perplessità che avvolgono questo argomento. Altrettanto avvincente la relazione dell’altro studioso, lo storico Giuseppe Previti, che ha fatto vedere importantissimi documenti inerenti a questo affascinante enigma.

Ha avuto luogo, quindi, l’importante proiezione del docufilm “Was Shakespeare English?” a cui sono seguite le domande del pubblico alla regista, Alicia Maksimova, mentre Salvatore Sciliberto, Imm. Past Lgt. Governatore Divisione 1, che ha coadiuvato l’organizzazione di questo evento, ha concluso i lavori.

Nel docufilm la figura di Shakespeare emerge attraverso un viaggio ideale con un’atmosfera incantata e la misteriosa guida di un personaggio, linea di congiunzione sha3in cerca della verità, dallo Stretto di Messina a Venezia, da Verona all’Inghilterra, a Stratford-upon-Avon, per poi ritornare in Sicilia, chiudendo il cerchio a Vulcano, nelle Isole Eolie.

Quasi un percorso alla scoperta del profondo fascino delle città e dei paesaggi italiani, che fanno da scenario alle storie narrate, anch’essi elementi del legame che emerge in molte opere shakespeariane.

La leggendaria storia del più grande drammaturgo di tutti i tempi, quindi, continua e arriva a noi con un quesito che viene posto all’attenzione di tutti: “Was Shakespeare English?” ovvero “Shakespeare era inglese?”. È la vicenda della sua stessa vita che diviene a sua volta un intrigante puzzle da comporre, tessera dopo tessera, e, come in una delle famose vicende raccontate dal Bardo, diviene anch’essa un’opera d’arte il cui finale si presta ad essere ancora scritto, suggerendo un probabile epilogo a sorpresa.

Parole di elogio dalla dirigente alla Cultura della Città Metropolitana di Messina, dott.ssa Anna Maria Tripodo: “Ringrazio Alicia Maksimova perché ha messo tanto entusiasmo, grande professionalità ed ha speso tempo ed energie al servizio di una città che non è sua; ha anche autofinanziato questo film e di conseguenza è un grande contributo che Alicia Maksimova ha voluto dare alla città, anche di carattere storico, per fare luce su una situazione che effettivamente non è del tutto chiara. Per innalzare gradualmente il livello culturale della città, questo evento rappresenta un piccolo tassello nel mosaico della rinascita di Messina e anche queste iniziative, sponsorizzate e organizzate da privati, sono delle tessere che si collocano nel disegno finale di una città rinnovata anche nella cultura”.

Lo storico, arch. Nino Principato, alla nostra richiesta di altre informazioni così ci ha risposto:

“Ho scritto un libro di 200 pagine, su Shakespeare e la città di Messina, che non ho avuto ancora la possibilità di pubblicare… Gli inglesi hanno praticamente il registro del battezzandi di Stratford perché, allora, non c’era ancora il Concilio di Trento, che poi impose pure la data di nascita, c’era solo l’imposizione del battesimo e battesimo non vuol dire nascita; nel registro di battesimo di Stratford c’è scritto William Sagspere che non c’entra niente, loro hanno solo questo! Il discorso conclusivo è che l’opera di Shakespeare è frutto di un’associazione editoriale del ‘500 che si componeva di tre persone fra cui Michelangelo o Michel Agnolo Florio Scrollalanza che probabilmente era messinese, che ha scritto dei libri fra i quali “Apologia” e curato la traduzione del trattato di alchimia di Agricola. Il papà di Shakespeare era John, bottegaio venditore di cuoio, di pelli, macellaio, panettiere e fu lui che tolse il figlio William dalla scuola quando era ragazzo e venne messo a lavorare nella bottega e, quando si fece i soldini, si disse: “Diamo una nobiltà al mio casato”…  si comprò il titolo e come blasone gli diedero la lancia. Emblematico lo scuotere la lancia, solo che lui aveva l’aquila mentre gli Scrollalanza di Sicilia il leone. Michelangelo Florio, prima francescano poi pastore calvinista, gira tutta l’Italia, conosce tutti i posti e molti scrittori e si costruisce una biblioteca di quasi trecento volumi che potevano permettersi in pochi, un tesoro… più di un terzo della sua produzione è ambientato in Italia. Gli Scrollalanza in Sicilia c’erano!…”

Abbiamo chiesto al dott. Giuseppe Previti chi fosse allora Shakespeare…

“Shakespeare non è altro che uno pseudonimo per più di un autore, uno dei quali è messinese. Le tesi della regista sono le mie stesse tesi perché difficilmente si può provare che Shakespeare fosse inglese, mentre noi abbiamo alcune certezze. Quando ero Presidente del Consiglio Comunale di Messina, come molti sanno, scrissi una lettera alla Regina Elisabetta II, ma molti ignorano che la Regina, elisabetta-ii-coronarispetto ad altri, rispose! Questo perché era una lettera ufficiale, scritta in italiano e in inglese, che rispettava il protocollo, mandata anche all’ambasciatore italiano a Londra, al Ministro degli Esteri e al Ministro dei Beni Culturali. Comunicando la concessione  della cittadinanza onoraria concessa al drammaturgo, il Consiglio chiedeva, altresì, con una delibera molto prudente, anche l’accesso, a degli esperti, alla consultazione dei libri del Bardo, perché questa era la cosa più importante… i libri più dell’oro! Ma in questo caso la Regina, dopo aver espresso il proprio apprezzamento per l’alto riconoscimento, ci riferì la sua corrispondente, preferì non entrare nel merito”.

Alla regista, Alicia Maksimova, abbiamo chiesto un’altra sua considerazione sulla ricerca da lei intrapresa sulle origini del grande drammaturgo:

“Secondo il mio parere, fra le altre cose, – ha aggiunto – è anche facile osservare come il temperamento che si evidenzia nelle opere di William Shakespeare è siciliano e anche veneziano ma non inglese”.

Uno dei motivi che l’hanno spinta a realizzare il docufilm “Was Shakespeare English?”:

“Durante uno dei miei soggiorni in Sicilia, visitai la galleria di uno scultore siciliano, e mentre conversavamo mi riferì che Shakespeare poteva essere nato a Messina. In seguito, in Inghilterra, mentre lavoravo a un lungometraggio ambientato in Sicilia, successe che intervistai un conte siciliano che abitava a Londra. Il conte parlava della Sicilia e, al termine dell’intervista, mise un piccolo busto di Shakespeare sul tavolo, dicendo: “Gli inglesi non me ne vogliano, ma lui è uno dei nostri”. Quindi cominciai questa ricerca affascinata dalla possibilità di scoprire questa verità. Prima non ero convinta, ma poi ho creduto sempre più a questa avventura, a questo viaggio nella ricerca della verità”.

Il docufilm, già presentato a Messina al Palacultura, al Cinema Lux e al Liceo Maurolico, è stato riproposto a luglio anche al Museo dell’Argilla di Spadafora, inserito nella programmazione di “MareFestival Salina 2016”, proiettato all’Istituto Italiano di Cultura a Londra nonché selezionato per la partecipazione all’Hollywood International Independent Documentary Awards 2016, dove a settembre ha vinto due prestigiosi premi per le sezioni “Documentary Feature & Director”.

Il 27 ottobre verrà proiettato a Venezia e il 4 novembre sarà nuovamente a Messina, presso il “Cineauditorium Fasola”, dove si avrà il piacere di poter incontrare ancora una volta questa “coraggiosa donna” in cerca della verità, la regista Alicia Maksimova.

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