XXV Seminario di Aggiornamento FISC: “Raccontare l’accoglienza”

di Rachele Gerace

fiscNell’era del globale, dell’omologato e dell’Interculturalità il territorio, inteso come genius loci dall’identità ben delineata, acquisisce un’enorme valenza socio-culturale soprattutto se coniugato al tema dell’accoglienza. Un numero sempre più crescente di giornalisti è impegnato nel descrivere e far emergere questo spaccato. “Raccontare l’accoglienza” è il tema del XXV Seminario di Aggiornamento organizzato dalla Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (FISC), che si è tenuto dal 22 al 24 settembre a Noto, in collaborazione con L’Unione Cattolica della Stampa Italiana (UCSI), il periodico diocesano di Noto e l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia.

Quattro giorni di formazione e confronto su un tema attuale e spesso inflazionato, cui sono chiamati a confrontarsi diversi relatori, tra giornalisti, politici ed esperti della comunicazione e del servizio sociale, sottolineando l’importanza di coniugare la voce del giornalismo – non solo cattolico – con una lettura autentica, legata all’efficacia e alla velocità della modernità, senza rinunciare a un’analisi attenta e ponderata. Questa prassi, incardinata nella lettura dell’accoglienza di un territorio, vuol dire soprattutto racconto del vissuto di ciascun essere umano e assegna al giornalista un compito ermeneutico e educativo, per fare emergere quei significati meno immediati e dare luce alle realtà poco visibili.

I giornalisti Francesco Zanotti, presidente nazionale della FISC e Giuseppe Vecchio, delegato regionale FISC, hanno sottolineato l’importanza di una formazione responsabile che sottenda l’informazione, soprattutto in un momento in cui la stampa subisce il massacro della crisi economica e dei continui tagli al fondo per l’editoria, a favore di un’economia della disintermediazione digitale che sposta la creazione di valore da filiere produttive e occupazionali tradizionali a nuovi ambiti.

fisc3Tra i temi affrontati, particolare interesse ha suscitato quello su “Informazione: dalla crisi della carta stampata alle nuove professionalità”. La crisi della carta stampata investe principalmente i giornali della FISC, ha sostenuto Peppino Vecchio, delegato regionale della FISC e moderatore della tavola rotonda a tre voci: monsignor Raspanti, presidente del settore comunicazione della CEI e vescovo di Acireale, Domenico Ciancio, editore del quotidiano La Sicilia e Francesco Zanotti, presidente della FISC, pioniere della battaglia contro questo stato di crisi. In merito, monsignor Raspanti ha detto che il grande cambiamento è avvenuto con la digitalizzazione dei dati e delle informazioni.

Oggi il problema è disciplinare il flusso delle notizie che ormai è diventato appannaggio dei grossi social e intercettare i processi di elaborazione dei dati. Mario Ciancio si dichiara figlio della crisi editoriale che sta dilagando e non ritiene indispensabile omologarsi a questo nuovo mondo: “mi diverto ad andare controcorrente”, afferma l’editore, impegnato per ora in un nuovo progetto editoriale di comunicazione con Avvenire.

È necessario rallentare l’approccio con i nuovi sistemi di comunicazione, che hanno un’aspettativa di vita molto breve. Per Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate, la cattiva informazione dipende dal giornalista stesso, che non ha la responsabilità, spesso, di filtrare e verificare le informazioni. A cosa servono, allora gli strumenti della comunicazione sociale se non a dare una lettura del territorio quanto più attinente alla realtà? Questo è il luogo che il Santo Padre ci invita ad abitare, integrandoci con il resto della rete.

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